Miracolo a Milano

Sembra incredibile che possa accadere che in un pomeriggio di primavera lo svolgersi di una partita entro uno Stadio di calcio si trasformi nella sceneggatura di un evento biblico. Eppure è tutto vero, è successo realmente.
La storia è davvero appassionante. Ve la racconto tutta. C’è una squadra di calcio, l’Inter, che assomma tra i suoi azionisti parecchi gruppi industriali dominanti: il maggiore operatore telefonico nazionale, una multinazionale dello pneumatico ed il più grande gruppo italiano di raffinazione del petrolio. Il suo Presidente Moratti spende e spande facendosi finanziare gli immancabili passivi dai gruppi in oggetto. Quando poi i conti non tornano la Società addomestica i bilanci con qualche artificio contabile che piace poco alle procure. La spregiudicatezza non manca ai suoi dirigenti, uno dei quali riesce a procurarsi perfino un passaporto falso per far passare l’uruguagio Recoba come italiano e si becca una condanna in sede penale senza nemmeno che il Presidente ritenga di doverlo sollevare dall’incarico. Nonostante tutto questo, anche grazie a organi di informazione misteriosamente teneri con lui, il suo Presidente si autodefinisce onesto e giustifica le sue immancabili sconfitte con congiure e complotti architettati da una “banda di truffatori” che opera alle sue spalle.
Poi esplode lo scandalo di Calciopoli in cui una serie di squadre, tra le quali l’Inter, vengono pizzicate in rapporti non proprio ortodossi con i designatori arbitrali. Ma la squadra in questione riesce a piazzare un proprio uomo in cima alla Federazione. Il personaggio, con una serie di blitz, stravolge le procedure della giustizia sportiva, indirizzando il processo su Calciopoli secondo il suo volere: le rivali dell’Inter vengono retrocesse o pesantemente penalizzate, l’Inter non viene nemmeno deferita, e anzi le viene assegnato un improbabilissimo scudetto a tavolino a cui somma il Campionato successivo, mutilato delle altre protagoniste. Poi l’uomo a capo della Federazione se ne va, ma Moratti riesce a piazzare il suo fedelissimo Gussoni in cima all’Associazione Arbitri e si garantisce da possibili “rischi arbitrali” a venire.
Sarà come sarà ma il Campionato 2007-08 è costellato da errori arbitrali che hanno dell’incredibile a favore della squadra in oggetto. Questa volta anche i numeri testimoniano che gli episodi hanno miracolosamente indirizzato il Campionato, che diversamente sarebbe stato un monologo della Roma, verso il successo della formazione milanese. Solo che, privi del loro faro Ibrahimovic (strappato ad una delle rivali proprio durante l’infuriare di Calciopoli), i nerazzurri non ce la fanno proprio a portarsi a casa il Campionato. Scende in campo persino Gussoni che, di fronte ai disastri combinati dai suoi arbitri per tutto il corso del Campionato aveva taciuto, ma trova giusto per la prima volta levare la sua voce a censurare l’arbitro Rizzoli, definendo la sua generosità nel perdonare Totti che gli aveva indirizzato una salva di vaffa come una pagina nera dell’arbitraggio. Il tentativo di condizionamento pare a molti evidente ma è tutto inutile e l’Inter cade anche contro il Milan rimandando ancora la conquista dello Scudetto…
Si arriva alla scena madre di questa vicenda, che sembra un romanzo di Dickens. Alla penultima giornata l’Inter gioca in casa contro il Siena che ha appena festeggiato la salvezza ed è quindi già in vacanza. Una vittoria le garantirebbe la conquista del Campionato e dovrebbe trattarsi di una pura formalità, eppure l’Inter anche oggi va in affanno e a dieci minuti dalla fine la situazione è ancora di parità. C’è un calcio d’angolo a favore dell’Inter: Materazzi e Riganò si strattonano a vicenda. Da prassi è fallo a favore del difensore ma Gava, un arbitro giovane giovane, mandato allo sbaraglio proprio per l’occasione, decide di passare alla storia concedendo il rigore inventato più importante che si possa ricordare nel calcio italiano. Come mai? Le pressioni di Gussoni? Una clamorosa svista? Non si sa. Sta di fatto che Materazzi va sul dischetto, dopo avere strappato il pallone al compagno Cruz, e tira centrale spiazzando Manninger, che si butta alla sua sinistra. La palla si sta insaccando in mezzo ai pali ma qui succede il miracolo: il cielo si apre ed una schiera di angeli alati scende sul terreno di gioco, la palla si ferma, il tempo si ferma, un angelo prende la mano destra di Manninger e la protende verso l’alto fino a toccare il pallone. L’angelo, che dicono si chiami Zizou, rivolge un gesto di scherno a Materazzi e poi se ne va contento. Il tempo riparte, la palla rimbalza in campo, 80 mila persone compresi Moratti e Mancini mandano affanculo Materazzi, dall’alto qualcuno guarda con soddisfazione.
Certo non è cambiato molto, presumibilmente l’Inter vincerà comunque il Campionato, ma abbiamo visto tutti uno spettacolo che ci ha aperto il cuore e, almeno per una settimana, ci fa sperare che un mondo migliore sia ancora possibile.

13 Maggio 2008

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