Il giorno di Ciro

E’ andata che meglio non ci si poteva aspettare, la prima solare giornata di panchina per il nostro Ciro. Forse non poteva andare diversamente perché due mesi senza vittorie, nemmeno in Coppa Italia, per la Juve sono davvero una cosa che sfida tutte le leggi della fisica. Però fa piacere scoprire che anche la Dea Bendata consideri Ferrara un uomo simpatico e degno della massima considerazione e rispetto, anche se alla fine dovesse essergli preferito chi abbia più esperienza di lui nel condurre una squadra di Serie A.
Il pomeriggio iniziava bene con una squadra veloce e spigliata che riusciva a far correre molto il pallone e riusciva a far correre Mauro German che trovava quegli spazi che da un po’ sembravano a lui preclusi. Lo spavento però ce lo faceva prendere Paolino De Ceglie quando, su uno spiovente probabilmente destinato alle manone di Gigi, pensava bene di tirar giù Calaiò. Damato valutava che non fosse chiara opportunità e limitava al giallo la punizione per l’incosciente laterale valutando probabilmente bene, ma il dramma avrebbe potuto concretizzarsi di nuovo, così come drammatica, sulla punizione conseguente, era la parabola di Calaiò che piallava la parte superiore della traversa. Il Siena però si esauriva qui e dopo un gol divorato da Enzo arrivava il momento del Capitano. Era come se avesse deciso lui che era giunto il momento di tornare a gonfiare la porta per far felice il suo amico Ciro ed ecco una traiettoria madrilena finire in fondo alla porta senese.
Il tempo di bere un sorso e la Juve straripava: dapprima Alex si mangiava un altro gol e poi lo stesso forniva a Marchisio una pallina da biliardo sul quale il biondino imbucava il terzo gol stagionale. Niente male per il nostro che, dopo un periodo di appannamento, sembra tornato il tenace centrale che aveva nei mesi scorsi sopperito alla lunga assenza fisica e alla lunghissima assenza tecnica di Poulsen.
Nel secondo tempo la squadra prendeva il sole rintuzzando senza troppi affanni gli sprazzi del Siena, soprattutto grazie al rientro sontuoso di Chiellini. Era ancora il Capitano poi a improvvisare una sfida uno contro uno, un po’ come all’oratorio da bambini, con il portiere Curci. La prima volta Curci gli rubava il pallone, la seconda volta no ed era il 3 a 0.
Diffidate di chi vi racconta che il cambio dell’allenatore giovi ad una squadra, al limite non la danneggia. Non credo che con Ranieri in panchina sarebbe andata diversamente, ma se devo scegliere, preferisco che gli onori di questo successo, che ci consegna l’accesso matematico alla fase a girone di Coppa Campioni, siano andati a Ciro a cui vogliamo sempre tanto bene.

25 Maggio 2009

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