Finalmente la devozione come merito

Se qualcuno ha dubbi sul fatto che la profonda devozione non venga oggi debitamente ricompensata, è tempo che si ricreda. Da anni Augusto Minzolini si presenta ai lettori de La Stampa con puntuali elogi, panegirici, roboanti esaltazioni della classe del capo del nostro governo ed ecco che puntualmente la sua costanza viene premiata con la direzione del TG1.
La carriera di Minzolini era iniziata in politica e, come per tutti i Berlusconiani di incrollabile fede, nel Partito Comunista, dalla cui federazione giovanile era stato espulso nel 1976. In quegli anni era stato, pare, perfino comparsa in un paio di film di Nanni Moretti.
Negli anni ‘90 si era poi cimentato come cronista parlamentare dove si era così ben distinto da meritare il conio di un neologismo a lui dedicato “minzolinismo” che indicava l’abitudine dei giornalisti, e sua in particolare, di riferire dichiarazioni informali di uomini politici senza verificarne l’attendibilità.
Nel passato più vicino Minzolini ha saputo comprendere prima e meglio di altri come il mestiere del giornalista di oggi sia cambiato e sia quindi soprattutto, in quest’epoca, importante saper parlare degli uomini politici in modo positivo, se non entusiastico o trionfale: questo per suscitare finalmente nei cittadini quello spirito di ammirazione e deferenza necessario per il buon funzionamento della cosa pubblica.
Questo blog ebbe già a citare un suo pezzo pregiato: era l’Ottobre del 2008 e l’Italia usciva con le ossa rotte dal vertice sul clima dove era rimasta isolata nella sua opposizione al trattato 20-20-20, trovando un accordo solo con alcuni paesi dell’est che però chiedevano una revisione del trattato che avrebbe svantaggiato anche l’Italia, e dove per di più aveva di fatto rinnegato gli accordi siglati da Prodi esponendo il nostro paese all’ennesima figuraccia. C’era bisogno di rintuzzare lo smacco e allora Minzolini si inventava un pezzo che elogiava la capacità strategica di “Papi Silvio” ed il suo “protagonismo a tutto campo”.

“E’ proprio in una Ue in cerca di un nuovo baricentro che il dinamismo e il pragmatismo del Cavaliere si esaltano: il centrosinistra ha sempre avuto un approccio ideologico all’Europa che lo ha portato spesso a sottovalutare gli interessi nazionali sull’altare dell’Europa; il credo di Berlusconi è l’esatto contrario, la Ue è un mezzo per difendere e magari valorizzare gli interessi del nostro paese.”

Poi c’è stato il terremoto in Abruzzo ed ecco Minzolini scrivere su Berlusconi parole toccanti che rifulgono nelle pagine della storia del servilismo:

«…c’è il premier-ingegnere che spiega le tecniche anti-sismiche giapponesi. C’è il premier-generale: “Blinderemo la citta’ con l’esercito”. Il premier-prete che si commuove di fronte all’anziana signora che lo invoca (…) E il premier-psicologo che risponde alla corrispondente della tv tedesca che giudica «fuori luogo» una sua frase di ieri (…): “Non lo è. Dovevamo riavviare ieri i ragazzini al sorriso, all’ottimismo, al gioco”. Le solite polemiche. Ma il premier-mille mestieri e’ convinto di aver ragione”.

Ma anche sul caso Veronica-Noemi Minzolini ha levato alta la sua lingua, pardon, la sua voce, esibendosi in uno sproloquio spettacolare su La7 del tipo:
“La signora Berlusconi da un certo punto di vista proprio perché non vai a vedere le situazioni, ce ne sono tantissime nel mondo politico, è inutile perché altrimenti andiamo avanti per giorni e basta! Perché adesso questa ipocrisia dà pure fastidio e allora non è quella perché quella è una situazione che riguarda una coppia, dei coniugi, ha un meccanismo che c’è una causa da una parte e dall’altra parte ci sono anche delle reazioni emotive. (…) A questo punto io ho come interesse di responsabilità perché come abbiamo mandato in giro l’immagine di un paese di merda durante il periodo di Tangentopoli però contemporaneamente ci siamo fatti male da soli quello che succede sui giornali di tutto il mondo non è una cosa che ci aiuta…”

Chi sia ancora curioso e voglia leggere altri pezzi da 90 del nostro Augusto può trovarne qui a bizzeffe oppure può contemplare questo filmato che mostra l’incontro del nostro con il suo maestro.
Insomma finalmente nell’apparato dello Stato una candidatura decisa su base puramente meritocratica! Dubitate forse? Scusate, eccellere nel saper leccare le terga non è forse un merito?

25 Maggio 2009

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