Zeru tituli

Ve lo ricordate come nacque l’espressione “Zeru Tituli” che in questi giorni ha campeggiato in vari forme e deformazioni su tutti i giornali sportivi e non?
Si era all’indomani di Inter-Roma: sul più bello l’arbitro Rizzoli si era inventato di sana pianta un rigore che aveva consentito all’Inter di pareggiare l’incontro e la Roma si era infuriata, anche e soprattutto in ricordo degli ossessivi favori arbitrali che avevano fatto svanire l’anno passato le speranze di scudetto romanista. Alle dichiarazioni furenti dell’ambiente giallorosso aveva fatto poi sponda il sarcasmo proveniente dall’ambiente del Milan, che poche settimane prima si era vista battere dall’Inter con un gol di Adriano segnato in bagher, e da quello della Juventus, che allora era ancora la più autorevole inseguitrice. Il giorno seguente Mourinho in un lungo sproloquio, pronunciato durante una conferenza stampa, contrattaccò, riversando ogni genere di contumelie contro tutto e tutti e profetizzando che alla fine del Campionato Roma, Juve e Milan si sarebbero ritrovati senza nessun successo all’attivo (”Zeru tituli” appunto). Il fair play non è certo da tutti ed una caduta di stile ci sta, Mourinho ha certamente un caratteraccio e ci si sarebbe potuti dimenticare di questo brutto episodio.
Ma nell’Italia di oggi i vizi sono diventati virtù: l’arroganza è diventata sintomo di forza, la presunzione di sicurezza in sé stesso, il disprezzo del rivale di talento. E allora ecco che nel momento in cui l’Inter festeggia il successo in Campionato, la frase “Zeru tituli” diventa per i media quasi un manifesto da esibire, un modello esemplare per lo sportivo di oggi, che è davvero grande solo se dimostra disprezzo per l’avversario e se lo irride quando perde. Poco importa che il successo sia giunto al termine di una stagione caratterizzata da una disastrosa partecipazione alla Coppa dei Campioni, dall’essere stata strapazzata dalla Sampdoria in Coppa Italia, e che lo scudetto è stato, a quanto i numeri ci dicono, soprattutto aiutato da troppi favori arbitrali. Questi particolari verranno opportunamente oscurati dalla stampa, naturalmente compiacente, come d’altronde tutta la stampa nostrana verso chiunque abbia un po’ di potere.
Ah, mentre tutto ciò accade sento una dichiarazione del nostro Presidente del Consiglio nella quale annuncia che “l’opposizione è praticamente annullata come dimostreranno le prossime elezioni”. Come a dire: “PD? Zeru Tituli”…

21 Maggio 2009

2 commenti a 'Zeru tituli'

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  1. luca afferma:

    Evidentemente non segui da vicino lo sport e ti limiti a seguirlo leggendo superficialmente i titoli dei giornali o i servizi dei telegiornali.
    In quella conferenza stampa Mourinho non si riferì alle squadre avversarie in tono denigratorio intendendo “Poveracci, finiranno a zeru tituli…”, ma se la prese con i giornali (prostitussione intellectuale) che non perdevano occasione per ingigantire e/o creare polemiche in seno all’Inter, che era prima in classifica, quando invece tutte le altre avversarie erano “rispettate” oltre misura dalla stampa pur in presenza di una stagione che per tutte sarebbe probabilmente stata “zeru tituli”.
    L’obiettivo dell’attacco non erano dunque le squadre avversarie, ma i giornali che orientavano a senso unico i loro presunti scoop

  2. Coloregrano afferma:

    Luca,
    Quando mi riferisco ad una dichiarazione cerco, nei limiti del possibile, di mettere un link al testo originale, come in questo caso, onde evitare che qualcuno poi replichi dicendo “Ha detto così invece che cosà”. Evidentemente non sempre è sufficiente.
    Indipendentemente dall’argomento di una dichiarazione considero un atto di estrema arroganza sottolineare le sconfitte degli avversari, il fatto che per te ciò non lo sia non fa che confermarmi che questo è lo spirito dei tempi, cosa che personalmente trovo deprimente.
    Contrariamente a quanto scrivi, seguo le vicende sportive o almeno le seguo abbastanza per sapere che Mourinho che si lamenta dell’informazione sportiva è un po’ come Berlusconi che si lamenta dell’informazione politica e che, come spesso accade anche nel caso di Berlusconi, le sparate contro questo o quello servono soprattutto a far parlare d’altro i giornali, in situazioni mediaticamente piuttosto scomode come quella dell’Inter dopo il regalo di Rizzoli.

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