Quarant’anni dopo

E’ profonda la tristezza che oggi ricopre il mondo juventino. Chi simpatizzi per altre squadre forse non può comprendere questo stato d’animo, non può comprendere quanto è grave ciò che è accaduto, ma d’altra parte è vero che ci sono alcune cose che rimangono come un solco a separare la Juventus dalle altre squadre di calcio. Una di queste è che per quarant’anni la Juventus non ha mai esonerato l’allenatore a Campionato in corso. L’ultima volta era capitato all’argentino Luis Carniglia, allontanato dopo sole sei giornate nel Campionato 1969-70. Dopo di allora le dimissioni di Lippi nel 1998-99 e quelle di Deschamps nel 2006-07, ma mai più un esonero.
L’esonero di un allenatore corrisponde molte volte alla cieca ricerca di un capro espiatorio, al tentativo di trovare soluzione laddove soluzione non c’è: solo poche volte ciò rappresenta invece la necessaria soluzione ad un deficit di riconoscimento da parte dei giocatori del ruolo del tecnico, che compromette la possibilità direttiva di quest’ultimo riducendo la squadra ad una compagine scollata e divisa. Le dichiarazioni di Ranieri, dopo il terrificante Juve-Atalanta di Domenica, lasciavano intendere che la situazione fosse di quest’ultimo tipo e mi viene da pensare che l’esonero fosse l’unica soluzione per evitare l’umiliazione del quarto posto. Questo però non scarica la società dalle pesanti colpe che gravano su di essa. E’ vero infatti che quel deficit di riconoscimento è cresciuto in mesi di erosione della credibilità del tecnico, di assenza di prese di posizione da parte della società, da una trascuratezza alla quale solo nelle ultime settimane si è cercato tardivamente di fare fronte.
La dirigenza di una squadra di calcio non si improvvisa e l’ultimo esperimento davvero rivoluzionario in casa juventina, in termini di gestione della società, si era risolto nel disastro Maifredi. Oggi siamo di nuovo qui a contemplare un disastro ad esso paragonabile pretendendo che non accada più. Ranieri appartiene ormai al passato e mi auguro che il futuro sarà affidato ad una gestione tecnica più solida della sua, ma credo che sia legittimo che la proprietà inizi a domandarsi se non sia il caso di affidare anche la gestione dirigenziale a mani più esperte e la campagna acquisti che va ad iniziare non potrà che essere l’ultimo appello per l’attuale gestione.
Ranieri si merita un saluto cordiale. E’ un uomo che ha gestito con grande correttezza questa situazione, in linea con la signorilità che lo contraddistingue. Ha commesso grossi errori: tecnici, tattici, gestionali. Ha sbagliato formazione più di una volta, in particolare quella nella semifinale di ritorno contro la Lazio ancora grida vendetta, ha male utilizzato alcuni giocatori (Giovinco in particolare), ha mal gestito lo spogliatoio, ha mal affrontato il crollo fisico della squadra negli ultimi due mesi. Tuttavia era molto vicino ad ottenere quello che realisticamente si poteva aspettarsi dalla Juve di quest’anno: un terzo posto in Campionato dopo Inter e Milan ed un passaggio agli ottavi in Coppa dei Campioni.
Se la Juve vorrà davvero fare un salto di qualità dovrà affidare la sua gestione tecnica a chi sappia fare meglio di Ranieri, a chi sbagli di meno, soprattutto negli incontri più delicati, a chi sappia affrontare meglio anche le situazioni di difficoltà, ma le servirà anche e soprattutto una guida dirigenziale più solida e affidabile di quella che l’ha condotta fin qui.

19 Maggio 2009

3 commenti a 'Quarant’anni dopo'

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  1. Andrea G afferma:

    Concordo con tutto anche se il “Ranieri si merita un saluto cordiale. E’ un uomo che ha gestito con grande correttezza questa situazione” alla luce degli ultimi accadimenti forse andrebbe un po’ rivista! :)

    La tristezza infinita è legata alla considerazione che esonerare l’allenatore è uno scarico di colpe verso i giocatori e verso la società… uno scarico di colpe che non è corretto e mai come in questo caso grida vendetta nei confronti di chi sostiene da tempo la pochezza (gestionale e soprattutto tecnica) dell’attuale dirigenza. Questi ci manderanno alla disfatta, ma soprattutto la tanta sbandierata eleganza e fair play l’hanno gettata in un cestino di carta straccia…. lo stesso cestino nel quale hanno gettato il ricorso al TAR, i consigli di Tardelli e il rigore di Moggi.

    Tutto questo, da juventuno, mi fa disperare e mi rimpie di rabbia … rabbia d’impotenza verso un sistema che non è cambiato (ma ha cambiato solo i certici) e verso una società che non riconosco più.. persino ai tempi di Maifredi e di Marchesi era stata mantenuta una sorta d’eleganza…. e di riconosciento di colpe.

  2. Coloregrano afferma:

    In effetti quando ho appreso la questione dello stipendio mi sono pentito di aver scritto quella frase. Che Ranieri sia una persona che spesso ha sfoggiato eleganza e stile è indubbio, che però la vera eleganza ed il vero stile si manifestino quando lo sfoggio di queste virtù non è gratuito è altrettanto vero.
    Vedremo come si svilupperà la situazione.

  3. Coloregrano afferma:

    Faccio ulteriore ammenda. Quanto dichiarato oggi da Ranieri: “La Juve sarebbe arrivata seconda anche con nessuno in panchina” mi pare risponda davvero a tutti i requisiti della scarsa correttezza nei confronti del collega che l’ha sostituito. Peccato che Ranieri abbia in poche settimane rovinato così la sua immagine.

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