Il rischio peggiore

Ci sono due ordini di pericoli che una classe politica incapace e corrotta può portare ad un paese: la cattiva gestione della cosa pubblica è una di queste, ma è tutto sommato la meno grave. Un sovvertimento degli equilibri di potere può, da un giorno all’altro, portare a galla una classe politica migliore e i danni possono venire sanati in pochi anni.
Il rischio peggiore invece è la degenerazione etico-morale del paese, la perdita di qualunque valore di riferimento, indotta dall’alto. Questo è il rischio sempre più concreto che corre l’Italia nella situazione attuale. Il paradosso è che il rischio è reso assai più consistente proprio da quella società della comunicazione che funziona così bene nel mettere alla gogna i vizi della nostra classe dirigente.
Ho seri dubbi infatti sul fatto che la classe politica di trent’anni orsono fosse più rispettosa dell’etica pubblica di quella di oggi. Tuttavia allora, quelle poche notizie che filtravano sui vizi di chi ci governava, venivano subito tacitate ed era sostenibile uno sbilanciamento tra una dimensione pubblica della classe dirigente dominata da solidi valori etici ed una dimensione privata caratterizzata da cronica corruzione.
Oggi la moltiplicazione dei canali televisivi, Internet, i mille canali di informazione alternativi fanno risuonare la grancassa facendo giungere l’eco dei vizi della nostra classe dirigente anche alle orecchie più pigre. Questo fa sì che la nostra classe dirigente non possa limitarsi a mettere sotto silenzio come un tempo i propri vizi,  ma debba anche, in qualche modo, rendere più accettabile agli occhi dell’opinione pubblica quei comportamenti. E allora si sdoganano progressivamente quei vizi: la corruzione è un fatto ormai comune, avere rapporti con mafiosi è un errore veniale, creare incidenti diplomatici è un espressione di spontaneità, evadere il fisco è giustificabile, eccetera… L’ultimo passo era sdoganare anche comportamenti sessuali poco affini all’etica corrente, magari alla morale. Così, quando si scopre che il Presidente del Consiglio frequenta fanciulle che non sono sua moglie, magari anche minorenni,  ecco accorrere gli ingegneri dell’etica che ci spiegano che in fondo sono viziucci. Se non ci credete potete sentire il passo dell’intervista di Chiambretti a Vittorio Feltri nella quale il direttore di Libero ci spiega che “Berlusconi lavora tanto e se alla sera vede anche qualche ragazza, che male c’è!”.
Come fare a spiegare a chi nasca oggi in questo paese quali sono i valori fondanti di una società? Come fare a spiegargli che tra questi vi sono l’onestà, il rispetto per gli altri, compreso quello per la propria compagna? Come non capire che chi oggi si affacci sul mondo sia estremamente confuso di fronte a questi messaggi e possa guardare dubbioso a chi cerchi di spiegargli quei valori?
Come poter sperare ancora, in questo contesto, di vedere questo paese sottrarsi ad un rapido declino economico e civile?
Paradossale che forse una parte della colpa di tutto ciò sia proprio di Internet, no?

13 Maggio 2009

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