Benedetto terremoto

Anche il Santo Pontefice ha trovato il suo momento di facile gloria visitando l’Abruzzo. E’ bastata una fugace apparizione a L’Aquila del Papa per fare esultare l’Osservatore Romano con le parole che hanno riempito le agenzie di stampa: Sfatato il mito di un ‘Papa freddo‘”.
Al di là del facile gioco di parole del titolo di questo intervento, non critico più di tanto il papa, che ha fatto quanto richiesto ad una personalità come quella che incarna, quello che trovo invece deprecabile è lo stuolo di lacché travestiti da giornalisti, al quale l’Osservatore Romano si è iscritto, che in queste settimane hanno fatto a gara a spellarsi le mani dagli applausi e ad inventarsi nuovi panegirici, per elogiare gli esponenti politici, e non, che hanno pensato bene di visitare la zona del sisma anziché passare la Pasqua in vacanza in Sardegna. Credo sia stato soprattutto questo che ha ingenerato un’inflazione nauseante di visite, di foto, di esibizione di sé stessi come supereroi e del terremoto come un trofeo da sfoggiare che ha trasformato la tragedia in un’occasione di autopubblicità e autocelebrazione, che ha dato al dramma dei contorni farseschi che trovo offendano i tanti che hanno davvero sofferto e soffrono ancora.
Come possiamo allora criticare l’uomo politico che si avventura tra le macerie col caschetto quando sa che perfino quei giornali che solitamente non lo sostengono lo elogeranno come fosse un santo, anziché individuarne la vanità e considerare l’inopportunità della sua azione? Cosa fareste voi al posto suo? Probabilmente io farei lo stesso.

29 Aprile 2009

2 commenti a 'Benedetto terremoto'

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  1. tiziano afferma:

    ciao!
    sono quel rompiscatole che tifa fiorentina, ricordi??
    perchè dici che i giornali non lo sostengono?? io credo che sia il contrario, e vedo una classe politica sempre pronta ad inchinarsi al primo passo del papa. Non sopporto che la chiesa entri nelle questioni politiche.. che ne pensi??
    ciao

  2. Coloregrano afferma:

    Tiziano, forse non mi sono spiegato ma io mi riferivo al fatto che in queste settimane tutti i giornali, indipendentemente dal loro orientamento politico o religioso, hanno incensato unanimemente e con toni da propaganda di regime, i politici e gli uomini pubblici che hanno visitato il teatro del terremoto, compresi il Papa e Berlusconi. Quello che è in realtà il minimo a loro richiesto dal loro ruolo si è trasformato così in un atto eroico.
    A mio avviso questo atteggiamento servile da parte della stampa, più che una scelta dall’alto, ha generato poi quella corsa alla passerella del terremoto che ho trovato disgustosa. Come spesso accade sono gli atteggiamenti che nascono dal basso (in questo caso dalla stampa) a rendere la nostra classe dirigente ancora più cialtrona di quanto già non sia.
    Ho citato il Papa perché mi veniva bene il gioco di parole ma non direi che sia stato in questo caso tra i più censurabili. Per il discorso invece del rapporto tra Chiesa e politica, il tema è molto più ampio e magari ne parlerò in un’altra occasione…
    Grazie e Ciao

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