Razzismo e superficialità

Un paio di elementi di contorno alla vicenda dei cori di Balotelli che vale la pena di raccontare.

Martedì sera Maurizio Crozza ha aperto con il suo consueto monologo la puntata di Ballarò. Nell’ironizzare sulla tipologia delle torture utilizzate a Guantanamo, Crozza ipotizzava quali potrebbero essere le torture compiute in Italia, l’ultima delle quali era travestire il malcapitato da extracomunitario e andare in curva con i tifosi della Juventus. Quello che mi ha colpito è il riferirsi in senso generico ai tifosi della Juventus, quando poteva semplicemente riferirsi a quelli che avevano pronunciato i cori all’Olimpico o in uno degli altri stadi dove purtroppo ciò accade spesso. Capisco che Crozza sia un comico e che facesse satira, ma la satira serve a far passare le verità che altrimenti non si potrebbero pronunciare e la verità che è passata è che il solo fatto di amare una squadra di calcio può essere un indizio di qualcosa di così abietto come il razzismo. Bisogna essere certo profondamente ignoranti per pensare che coloro i quali appartengono ad uno stesso ceppo etnico siano accomunati da vizi comuni, ma anche pensare la stessa cosa di tutti coloro i quali tifano per una stessa squadra di calcio richiede un QI decisamente molto basso.

Questa mattina su un articolo di rainews.it campeggiava il titolo: “Ancora cori razzisti contro Balotelli”. La cosa mi ha sorpreso molto perché ieri sera ero allo stadio e, pur essendo stato piuttosto attento ai cori che giungevano dalla curva, non avevo sentito alcun coro razzista. In realtà l’articolo nel suo interno raccontava che c’erano stati solamente dei cosiddetti “insulti calcistici” (termine poco decodificabile invero) e che addirittura erano stati esposti striscioni antirazzismo. Su Tuttosport.com invece chiarivano quasi le esatte parole rivolte a Balotelli, testimoniando quindi che non avevano sfondo razzista.
La cosa che mi ha colpito però è che entrambi gli articoli denominavano in modo sbagliato le curve affiancando alla curva Scirea una presunta curva Filadelfia, che in realtà è il vecchio nome che l’attuale Curva Scirea aveva ai tempi del lo “Stadio Comunale”. Trovando strano il doppio errore ho cercato meglio ed ho scoperto che la comune fonte errata era l’agenzia dell’ANSA dalla quale avevano attinto entrambe le fonti di informazione. Semplicemente il titolista di RAINEWS ha pensato bene di inventarsi i cori razzisti per rendere più “attraente” l’articolo. Non è certo una novità che le fonti di informazione si limitino a fare copia-incolla dalle agenzie cambiando qualche particolare ma ho trovato davvero inaccettabile il “ritocco” di RAINEWS. Evidentemente anche il razzismo è ormai diventata una notizia “scoop” ed il cinismo di qualche giornalista RAI ha fatto il resto.

Ah, che bello se chi ha una platea così ampia e tratta di temi così delicati si rendesse conto della responsabilità che ha e agisse di conseguenza!

23 Aprile 2009

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