Allarmismo

Non mi sento certo di entrare nel dibattito che infuria in queste ore sulla prevedibilità dei terremoti ma certamente notizie come quella riportata dal Corriere della Sera di qualche giorno fa, dopo quello che è successo questa notte in Abruzzo, fanno rabbrividire. Tale Gianpaolo Gioacchino Giuliani, tecnico ricercatore, aveva previsto il verificarsi di un terremoto catastrofico, solo sbagliando di una settimana (l’aveva previsto Domenica scorsa) e di 50 chilometri (Sulmona anziché L’Aquila). In ogni caso Domenica scorsa a Sulmona c’era stata una scossa di terremoto sebbene molto più blanda. Può darsi che la previsione dell’evento sia stata del tutto casuale e che tra coloro che stanno rivalutando il Giuliani e coloro che invece confermano lo scetticismo sul suo metodo abbiano ragione i secondi. Quello che però mi fa rabbrividire è che il Dottor Bertolaso, Direttore della Protezione Civile, avesse liquidato l’allarme definendo Giuliani un imbecille e facendolo denunciare per procurato allarme. Faccio fatica a pensare che un medico come Bertolaso avesse sufficienti conoscenze in ambito sismologico per smontare le teorie sulla concentrazione del Radon e mi viene quindi il forte dubbio che le valutazioni di Bertolaso fossero puramente ideologiche. Credo cioè che l’incauta ed infausta uscita di Bertolaso si riconduca ad un modo di pensare che è diffuso ad ogni livello e non solo in Italia, per il quale qualunque forma di allerta, qualunque forma di invito alla prudenza ed alla cautela sono liquidati come “allarmistici” e ritenuti del tutto ingiustificati fino a che la comunità scientifica non abbia inconfutabilmente dimostrato che ci sono motivi del tutto fondati per allarmarsi. Siccome spesso la comunità scientifica è prona a chi eroga finanziamenti ed è incline a cedere alle pressioni di chi preferisce nascondere finché possibile i motivi di allarme, in molti casi l’allarme esplode solo quando il danno ha già raggiunto dimensioni ingenti. E’ successo per il buco nell’ozono, è successo per l’effetto serra (sul quale ancora oggi molti sono i negazionisti), succede ogni volta che interessi politici, economici o anche solo il mero immobilismo, cercano di minimizzare gli allarmi, i rischi, i pericoli, che ci potrebbero indurre a cambiare le nostre consuetudini ed il nostro quieto vivere.
Proprio oggi è iniziato a Torino il maxiprocesso contro l’Eternit che dovrà far luce sulla strage di migliaia di persone, morte sull’altare degli interessi di chi produceva amianto e non voleva saperne di dar retta a chi sosteneva che fosse pericoloso. Chissà, forse anche chi per primo ipotizzò la pericolosità dell’amianto era stato definito un imbecille: non mi stupirebbe.

6 Aprile 2009

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