400 milioni per la porcata

E’ stato diffuso nelle settimane scorse il manifesto prodotto dal comitato referendario per protestare contro il mancato accorpamento delle elezioni europee e amministrative con il referendum sulla legge Calderoli (l’attuale legge elettorale per le elezioni politiche), popolarmente detta “Legge porcata”. Si stima che il mancato accorpamento costerà alla collettività circa 400 milioni. Pare ormai sempre più chiaro che l’ipotesi di unificare le date sia soprattutto avversata dal Ministro Maroni e della Lega che vorrebbero cercare ad ogni costo (soprattutto se è un costo che paga la collettività…) di preservare l’attuale legge elettorale a loro più favorevole e quindi far fallire il referendum, che per essere valido deve superare la soglia del 50% degli aventi diritto.
Non si può dire che il manifesto brilli per buon gusto, ma è sicuramente efficace…

manifesto_porcata2044_img.jpg

6 Aprile 2009

6 commenti a '400 milioni per la porcata'

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  1. steffree afferma:

    e così che bisogna fare con gli italiani altrimenti non si svegliano!!!! Berlusconi controlla tutte le fonti d’informazione, solo cose eclatanti possono avere effetto! evviva la porchetta!

  2. Coloregrano afferma:

    In effetti non hai tutti i torti…

  3. paolo afferma:

    a parte che sono 50 milioni e non 400 o 500… in quel calcolo ci hanno messo persino i costi per le babysitters

    Ma non potevano fare a meno di raccogliere firme per questo referendum truffa? non ci sarebbero stati costi

  4. Coloregrano afferma:

    Caro Paolo,
    i cinquanta milioni dei quali parli sono una geniale sparata di un senatore del PdL, tale Malan, che ha scoperto che il maggior esborso legato all’esborso per lo stipendio degli scrutatori e delle forze dell’ordine per una tornata elettorale in più è di circa 50 millioni, sostenendo nella sua ingenuità che tutti gli altri costi siano trascurabili. Ovviamente non è così ma Malan come tanti altri sa bene che una cosa, per quanto implausibile, basta dirla perché molti ci credano.
    La stima ufficiale del Ministero degli interni è invece stata di 173 milioni e comprende tutti i costi diretti legati all’utilizzo nei due giorni di voto, di strutture pubbliche, che non sono solo le sedi dei seggi ma anche i comuni, il ministero e così via.
    I 400 milioni invece sono una stima, già fatta in altre occasioni, di quali siano gli effettivi costi complessivi, inclusi quelli indiretti: ovvero i costi di spostamento sul territorio degli elettori per raggiungere i seggi elettorali, i costi legati alla chiusura delle scuole nei giorni di voto eccetera. Non so dirti quanto siano affidabili ma se poi sono 300 o 400 non fa molta differenza. Quello che conta è che siano stati spesi molti soldi pubblici per gli interessi di un partito che ha l’8% dei voti.
    Certamente se non si fosse direttamente fatto il referendum si sarebbe speso di meno, come per tutti gli altri referendum, ma fintanto che avremo una classe politica analfabeta che produce mostruosità come appunto la legge Calderoli, ma come anche molte altre, l’unico strumento di controllo che ancora abbiamo è il referendum. Certo, ci sarebbe anche la possibilità di mandarla a casa questa classe politica in occasione delle elezioni, e sostituirla con un’altra più giovane, competente e adatta a governare una paese moderno, ma pare che questo sia al di là delle forze del nostro paese.

  5. Coloregrano afferma:

    A corredo della discussione riporto il link all’articolo de “lavoce.info” dove è dettagliato il calcolo effettuato
    http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000964.html

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