Il congresso PdL

Nel tripudio di tromboni che ha caratterizzato questi giorni di congresso del PdL ci sono state alcune cose che mi hanno particolarmente colpito e delle quali vi faccio parte qui di seguito.
Delle tante enormità sentite in questi giorni quella che mi ha lasciato più basito è questo articolo di Marcello Sorgi, apparso Venerdì 27 su La Stampa. L’articolo è un excursus di questi quindici anni di politica berlusconiana, raccontati con un tono che va dall’adulazione al fideismo. Ho letto l’articolo fino in fondo per cercare ironia, sarcasmo in questo pezzo, ma ahimé non c’era, c’era solo una piaggeria nauseante. Mi focalizzerei su espressioni come:”L’eternità del cavaliere”, “Berlusconi governerà per sempre”, “La Seconda Repubblica l’ha fondata lui.”. Espressioni della più pura propaganda di regime, un articolo da organo di un partito dittatoriale, la “Pravda“, “Il Popolo d’Italia“, scegliete voi… L’autore però non è un tirapiedi di Dell’Utri: questo è l’ex-direttore de La Stampa medesima ed era uno tra i candidati più autorevoli alla direzione della RAI. Mi pare significativo della fretta isterica che molti, all’interno dell’ establishment, hanno di salire sul carro del vincitore.

Uno che dal carro del vincitore è sceso, e sembra dolersene assai è Mentana, del quale è uscita un’intervista su La Stampa stessa. Nell’intervista l’ex-direttore del TG5 minimizza l’influenza che le televisioni hanno avuto nei successi berlusconiani. La cosa mi ha riportato alla mente un paio di sondaggi che avevo letto tempo fa. Il primo è un sondaggio post-elettorale del 2001 pubblicato nell’ambito del saggio “Perché ha vinto il centro-destra” pubblicato da “Il Mulino”, che indica quanto il voto femminile sia influenzato dal numero di ore giornaliere passate davanti alla tv. Il risultato era che tra quanti passano meno di 2 ore davanti alla televisione i voti per Forza Italia erano il 31%, tra 2 e 3 ore il 35%, più di 3 ore il 42%. Andamento simile era riscontrato per Alleanza Nazionale (dall 8 all’11%). L’altro sondaggio era invece legato alle elezioni del 2008 ed era pubblicato nel saggio “Il ritorno di Berlusconi” sempre pubblicato da Il Mulino. Qui si confrontava il voto prima con la rete televisiva più seguita, poi con il telegiornale preferito. Il dato più impressionante era che tra quanti affermavano di seguire prevalentemente La7 (che non mi pare una rete particolarmente schierata) solo il 14% avevano votato per il PdL, per RAI2 il dato era altrettanto impressionante (solo il 18%), tra quelli che seguivano prevalentemente Rete 4 si arrivava al 59%. Altro dato rimarchevole era che il Tg2, pur da anni lottizzato dalla destra, aveva comunque tra i suoi appassionati una ampia maggioranza di votanti del centrosinistra, mentre tra gli appassionati del Tg5 c’è una maggioranza di destra di circa 50 punti percentuali! Ultima cosa degna di nota è che questa differenziazione non vale solo per chi abbia una posizione politica consolidata, ma anche e soprattutto per gli indecisi. Gli indecisi che guardano le tv Mediaset hanno votato con maggioranze bulgare per la destra, quelli che guardano le reti RAI o LA7 hanno votato prevalentemente per la sinistra.
Concludendo Mentana ha forse qualche complesso di colpa ad essere stato complice di questo sistema ma l’evidenza non si può proprio negare.

Un altro che pare avere qualche complesso è forse Violante che dal Corriere ci spiega che “non avevamo capito nulla” nel non capire che era iniziata una nuova era. Forse lui non aveva capito nulla quando si accordò con Berlusconi per non toccare le sue televisioni come lui stesso ha ammesso anni fa in Parlamento. Molti altri avevano capito fin dall’inizio che questa concentrazione di potere nelle mani di un’unica persona costituiva un pericolo letale per la democrazia italiana, che per di più si trattava di una persona con scarsa cultura democratica, la cui ambizione era governare il paese da solo, facendo piazza pulita di quell’insieme di istituzioni che rappresentavano per lui solo uno scomodo intralcio. Oggi che le paure di costoro sono diventate il programma del PdL forse l’autocritica è legittima da parte di chi tutto ciò ha consentito avvenisse e che oggi con uscite, come quella sulla magistratura di qualche mese fa, sembra strizzare l’occhio al probabile futuro padrone. L’ultima frase: “Con il Pdl, l’obiettivo è quello di dare un nuovo ordine alla società italiana” mi pare abbastanza agghiacciante…

Tirando le somme cosa significa tutto ciò? Che Berlusconi ha vinto? Può darsi, anche se sicuramente è una vittoria ben misera, visto che la sua ascesa in Italia ha coinciso con un inarrestabile declino del nostro paese in questi 15 anni di berlusconismo. Al riguardo è significativo che la sbornia autocelebrativa del congresso del PdL abbia coinciso con un momento così tragico per l’economia del nostro paese, che lo stato maggiore del partito unico ha infatti del tutto ignorato. Ma se Berlusconi ha vinto chi lo ha avversato ha fatto male a combattere? Dipende. Se lo ha fatto per opportunismo, per convenienza, perché sperava di essere lui dove adesso c’è Berlusconi ha fatto male. Se lo ha fatto perché sperava di costruire un paese moderno, democratico, legale e civile, allora non ha sbagliato, ha semplicemente perso, almeno per ora.

30 Marzo 2009

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