La lezione di Genchi

Si potrebbe stendere una lunga lista delle persone macinate dal sistema di potere che governa l’Italia contemporanea nell’indifferenza di un’opinione pubblica che al suono delle ossa fracassate si limita ad alzare il volume del televisore. Uno dei candidati più recenti a figurare in questa lista è certamente Gioacchino Genchi, il cosiddetto “uomo delle intercettazioni”, cosiddetto anche perché non si è mai occupato in realtà di intercettazioni ma di tabulati telefonici che è cosa un po’ diversa (le intercettazioni sono le conversazioni registrate, i tabulati sono le informazioni relative alla chiamata: durata, numero chiamante, numero chiamato eccetera).
L’impressione è che ci fosse bisogno di alzare un polverone sulle intercettazioni per oliare un po’ il passaggio della legge sulle intercettazioni e per farlo si è tirato in ballo questo personaggio per farne il mostro, il grande regista della cospirazione intercettativa. Non si è ben capito di cosa sia accusato questo signore, forse di avere fatto il suo dovere, cosa gravissima in Italia. La vicenda è stata arricchita dal consueto balletto di cifre, da un bel po’ di mistificazioni, con il conseso bipartisan della classe politica. Sta di fatto che Genchi è stato oggetto di una serie di contumelie, di accuse generiche mai circostanziate, culminate nella mobilitazione contro il suo intervento a Annozero da parte di esponenti di spicco del PdL. L’intervista rilasciata a Sky che potete trovare su YouTube è abbastanza interessante anche per i suoi legami con l’inchiesta Why Not, un’inchiesta che uccide tutti quelli che la toccano, così come è interessante il suo intervento sul blog di Beppe Grillo. In definitiva non mi è chiaro né perché dovrei considerare Genchi un pericoloso cospiratore, né perché lo dovrei definire un missionario della legalità. Tuttavia il fatto che anche questa volta il Presidente del Consiglio e la maggioranza dell’informazione (non solo l’informazione della maggioranza) ci abbiano preso per il naso, spacciandoci per autentica una vicenda che poggiava sul nulla, mi basta per provare una certa simpatia per il Signor Genchi.
Nel frattempo Genchi è stato anche sospeso dalla polizia. La motivazione apparente è un battibecco che ha avuto su facebook con un giornalista di Panorama, tale Gianluigi Nuzzi. Francamente trovo questa decisione a dir poco grottesca. Tuttavia ho apprezzato molto il senso istituzionale che ha avuto Genchi nel reagire in modo assolutamente composto, senza muovere accuse a chi ha disposto il provvedimento. Quanto sarebbe bello se la nostra classe dirigente sapesse apprendere almeno questo dal signor Genchi…

29 Marzo 2009

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