Apparire, apparire, apparire

In questi giorni ho letto, da parte di autorevoli componenti del governo, dichiarazioni farneticanti, dichiarazioni che a tutti gli effetti potrebbero perfino definirsi eversive, laddove il termine eversivo si intenda come quanto mira a sovvertire l’ordine costituito. Attaccare istituzioni dello Stato definendole “metastasi“, attaccare gli studenti universitari definendoli “guerriglieri” sono affermazioni che hanno indignato me, come tanti altri, perché sembrano mirare a mettere in un angolo da un lato la magistratura, dall’altro il movimentismo universitario, da sempre fonte di grattacapi per la classe politica italiana. Ma mi chiedo alla fine: è davvero questo lo scopo di simili dichiarazioni? C’è davvero un disegno sovversivo, eversivo, magari autoritario? Che ci sia all’interno dell’opinione pubblica una gran voglia di manganello è indubbio, che questi sentimenti serpeggino anche nella maggioranza di governo altrettanto, ma siamo proprio sicuri che i Ministri della Repubblica che giornalmente ci propinano simili farneticazioni abbiano un disegno preciso in merito? Francamente io no.
Quello che vedo solo e soltanto è un desiderio sempre più morboso di apparire, di far parlare di sé, di essere sulla bocca di tutti. Va bene insultare una categoria, va bene attaccare il 25 Aprile, va bene una battuta di cattivo gusto, va bene indossare un cappello buffo, va bene qualunque cosa purché mi proietti sulle prime pagine, purché non si parli di Franceschini, di Di Pietro o di Fini, purché non si parli della crisi, delle fabbriche che chiudono, della gente in cassa integrazione. Insomma: apparire, apparire, apparire, questa la parola d’ordine. Va bene anche proporre un piano delirante e poi ritirarlo il giorno dopo, va bene parlare per slogan e non fare nulla, va bene, perché tutto quello che la maggior parte di noi legge dei giornali o ascolta dei telegiornali sono l’ultima fesseria detta da quello o l’ultima crociata di quell’altro, nessuno si preoccupa più di capire cosa viene realmente fatto da chi ci governa, cosa sta succedendo altrove e non succede qua e perché. Questo conduce ad un’escalation continua, sempre più incontrollata, di stupidità, di volgarità, di ignoranza, da parte chi ci governa, alla quale, mi rendo conto, molti riescono ad assuefarsi con straordinaria naturalezza.
Di fronte a ciò anch’io faccio fatica a non scandalizzarmi, indignarmi, ma sempre più, quando lo faccio e ne scrivo su questo blog, mi sento un pesce preso all’amo, come quando in un forum ci si lancia a rispondere in modo accorato ad un evidente “troll“. Per questo cerco e cercherò sempre più di ignorare questo squallido teatrino, nella convinzione che tutto il male possibile di questa classe politica l’abbiamo detto e continuare a parlare di quanto faccia schifo, oltre che darle un’immeritata visibilità, non ci aiuta ad andare oltre. Forse per andare oltre ci aiuterebbe di più parlare d’altro, tipo di come fare a sostituirla…

25 Marzo 2009

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