La botte piena…

Giovedì sera ho visto solo i primi minuti di Annozero, ma li ho trovati sufficientemente ricchi di significato da non richiedere di andare oltre. Si parlava della crisi del tessile nella zona di Prato ed in particolare delle piccole aziende cinesi installatesi negli ultimi anni in quell’area che, lavorando al di fuori di ogni legalità, mettono fuori mercato le aziende italiane. Finito il servizio partiva un pistolotto del leghista Castelli che si congratulava con Annozero per il servizio e che rivendicava il fatto che la Lega da anni si batte contro l’illegalità, contro la clandestinità, eccetera. Peccato che le cifre che mostrava Santoro dicessero che nel 2008, ovvero da quando la Lega è al governo, le ispezioni sul lavoro si sono ridotte rispetto agli anni precedenti e che soprattutto Ferrero ricordava come il governo in carica abbia abolito una serie di norme che prevedevano controlli sul lavoro clandestino. Il giro si completava con il giornalista de “Il Giornale” Porro che spiegava che queste norme gravavano sul lavoro delle piccole imprese, che i troppi controlli diventano un peso insostenibile per un imprenditori e così via…
E qui si chiude il cerchio, perché si dimostra un fatto evidente: che l’imprenditore che si indigna perché i cinesi gli portano via il lavoro, violando qualunque legge sul lavoro, è lo stesso che poi si infastidisce quando l’ispezione la vengono a fare nel suo laboratorio, scoprendo magari che anche qui qualche magagna c’è. E così l’imprenditore vota Lega ed esulta quando gli eliminano le seccature, tranne poi scoprire che in quello spazio di illegalità, fatto su misura per lui, ci si infila qualcun altro con risultati molto migliori dei suoi.
Purtroppo continuiamo a vivere nella convinzione di poter avere botte piena e moglie ubriaca; abbiamo talmente interiorizzato il modello di una classe dirigente che piega la legalità alle sue esigenze personali, da pensare di poterlo fare anche noi. Ed invece oggi più che mai si impone la scelta tra un paese legale e un paese illegale. Se ci va bene il primo dobbiamo rassegnarci a controlli e burocrazia, a rispettare tutte le leggi e non solo quelle che ci piacciono. Se invece ci va bene il paese illegale, che paese illegale sia, ma teniamo conto che ci sono buone possibilità che in un paese davvero illegale altri si muovano molto meglio di noi.

22 Marzo 2009

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