The reader

Quanto c’è nel nostro amore di reale empatia per il nostro partner, di volontà reale di prendercene cura, di soddisfare i suoi bisogni, di fare quello che davvero desidererebbe da noi? E quanto invece rischiamo di trasformare il nostro amore in un balocco con il quale trastullarci finché non diventa noioso o troppo ingombrante e allora lo buttiamo via come un ferro vecchio? Questa domanda mi è venuta nel seguire Kate Winslet nella parte della lussuriosa e cinica sorvegliante nazista di The Reader. Il personaggio in realtà ha molte altre sfaccettature, il film è realizzato in modo superbo e anche Ralph Fiennes è molto efficace, anche se la statuetta dell’Oscar è andata alla sua partner. 
Tuttavia è questa estremizzazione di una visione egocentrica dell’amore quello che più mi ha colpito della pellicola. Mi ha colpito perché non c’e bisogno di arrivare all’estremo sacrificio, all’aberrazione dei campi di sterminio, per rendersi conto di quanto di autocompiacimento c’è nel nostro rapporto con l’amore, di quanto narcisismo, di quanto qualche volta ci dimentichiamo che quella che stringiamo tra le braccia è una persona che come noi ha una storia, ha un mondo ed ha lo stesso nostro bisogno di sentirsi voluta, di sentirsi capita, di sentirsi amata.
Soddisfare quel bisogno sembra facile, estremamente facile, eppure non sempre lo è e questa difficoltà non è un caso estremo ma un caso molto ma molto quotidiano.

3 Marzo 2009

2 commenti a 'The reader'

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  1. Simona afferma:

    Credo tu abbia perfettamente centrato il tema…l’amore è proteggere l’altro anche da noi stessi…l’estremo sacrificio dell’ego, ma fatto con gioia e senza peso alcuno…

  2. Coloregrano afferma:

    Purtroppo credo sia proprio lo stridìo delle nostre ansie, il sinistro cigolìo che spesso risuona dalle nostre insicurezze che ci impedisce di sentire ciò che la persona che ci sta accanto ci comunica.
    Quando impariamo a stare in piedi da soli, quando non sentiamo più le vertigini che le nostre debolezze ci danno, allora finalmente possiamo sentire la persona che ci sta accanto e possiamo semplicemente gioire della sua presenza, cogliere ciò che di più bello ci può dare e donarle ciò che di più bello abbiamo in noi, senza aspettative e senza remore.

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