7 Euro alla casta? No grazie!

Questo era l’oggetto di una mail che girava circa un anno fa e che invitava a sollevarsi contro la fazione politica che spingeva per separare la tornata elettorale politica da quella amministrativa. La richiesta, che avrebbe significato una spesa addizionale per la collettività di circa 400 milioni, aveva ovviamente uno scopo di pura bottega. Vi era la convinzione che il voto amministrativo che di solito premia la sinistra potesse “contaminare” il voto politico e quindi penalizzare la destra. Se ne discusse a lungo, ma alla fine l’idea svanì e si votò in un solo finesettimana. Il problema fu però che il voto premiò proprio coloro che desideravano questo inutile spreco di denaro pubblico ed evidentemente il segnale è stato recepito come un via libera.
A Giugno si dovrà votare per il referendum che dovrebbe emendare la cosiddetta “legge porcata” cioè la legge elettorale tuttora in vigore per l’elezione del Parlamento che così fu definita dal suo stesso stesore, il Ministro Calderoli. Adesso Pdl e Lega vorrebbero affossare il referendum, un po’ perché la legge l’hanno pur sempre fatta loro, un po’ perché il referendum è uno strumento che presuppone una partecipazione attiva dell’elettorato, idea che a costoro fa venire evidentemente l’orticaria.
La coincidenza con le europee però rende molto difficile la solita truffa dell’incitamento all’astensionismo e così la maggioranza di governo pensa bene di sperperare un po’ di denaro pubblico separando le due date facendo spendere anche qui 7 Euro in più ad ogni italiano, pur di mandare a monte il tentativo di dar voce all’opinione pubblica. La parte ridicola di questa brutta storia è il ruolo che ha giocato e sta giocando Alleanza Nazionale. Prima di dissolversi nel PDL il partito di Fini aveva infatti promosso la raccolta di firme del referendum. Già poteva apparire schizofrenico promuovere un referendum che modificava la legge che AN stessa aveva approvato. Il culmine però gli ex-alleati nazionali lo toccano ora, come rilevato da Gramellini su La Stampa di ieri, invitando a boicottare quel referendum stesso.
In prima linea oltre all’inquisito Bocchino naturalmente Gasparri, che quando c’è da fare la figura dell’idiota viene subito mandato avanti. Qualche sera fa dichiarava quanto segue: “Il vero sperpero di denaro pubblico è quello di chi vuole far svolgere questo referendum”, referendum per il quale il suo stesso partito ha raccolto le firme. Come sempre ci sarebbe da ridere se personaggi come Gasparri fossero in una barzelletta e non fossero invece quelli a cui sono affidate le nostre sorti. Proviamo a consolarci riproponendo la vignetta del geniale Vauro…

vignetta-gasparri.jpg

28 Febbraio 2009

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