La maledizione

Ci sono storie che ti lasciano un senso di tristezza profonda, che trasmettono l’impressione che lottare per un mondo migliore non sia il modo preferibile di trascorrere il tempo che ci è stato dato da vivere.
Queste sensazioni mi ha dato la storia di Adolfo Parmaliana, attivista politico siciliano, oltre che docente di chimica industriale all’Università di Messina. Dopo anni di inutili denunce contro il malaffare, contro la politica corrotta, la magistratura collusa, dopo anni di insuccessi nel tentativo di mobilitare l’opinione pubblica contro i fenomeni che ammorbavano la sua terra, dopo aver visto il trionfo di coloro contro i quali aveva combattuto, dopo aver ricevuto per tutta risposta alle sue battaglie un rinvio a giudizio per diffamazione, ha deciso di andarsene, di farsi da parte nel modo più totale possibile. Si è tolto la vita gettandosi dal viadotto dell’autostrada Palermo-Messina. Non lo ha fatto in un momento di sconforto, di depressione, ma preparando il suo gesto, come una lucida risoluzione. Se volete conoscere la sua storia leggete l’articolo de il Diario che potete trovare qui oppure qui.
Se volete invece chiedervi se non sarebbe un modo di vivere più sereno quello di accettare passivamente la realtà che ci circonda vi posso dire che l’ho già fatto io. L’ho fatto già, mi sono già chiesto se non è una maledizione essere portato dalla propria natura a guardarsi attorno e a rendersi conto di quello che non funziona o che potrebbe funzionare meglio e a sentirsi in obbligo con sé stesso e con gli altri di fare quello che è nelle proprie possibilità per creare un mondo migliore, un mondo più vivibile. Probabilmente lo è, è una maledizione perché attira il fastidio non solo di chi da ciò che non funziona trae giovamento, ma anche di chi si è talmente assuefatto alle storture di questo mondo da non accorgersene nemmeno più se non glielo dice qualcuno. Ma è una malediziona anche perché spesso è la storia a dar ragione a questi personaggi, a ringraziarli, a portarli in trionfo. Il problema è che quando lo fa in genere loro non ci sono già più. Proprio come Adolfo Parmaliana purtroppo.

27 Febbraio 2009

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