Tanto tuonò che piovve

Anche quest’anno il Campionato ha suonato il suo Canto del Cigno non sulle corde della classe e del talento dei campioni, ma su quelle degli errori arbitrali. E’ significativo che l’episodio che forse ha definitivamente chiuso il Campionato, anche se siamo solo a Febbraio, rientra nella tipologia di errore arbitrale che è considerata, da che il calcio esiste, la più clamorosa: ovvero un gol segnato con la mano. L’episodio giunge al culmine di una stagione nella quale, ancor più dell’anno scorso, la polarizzazione degli errori arbitrali ha sovvertito il verdetto del campo. Basta vedere quanto diversa sarebbe la classifica del Campionato al netto delle sviste (la Fiorentina sarebbe prima!) per rendersi conto di quanto sia penalizzante per il successo del movimento calcistico la situazione attuale. Un Campionato che potrebbe essere incerto ed avvincente viene trasformato in un noioso monologo.
Qualcuno sostiene che si tratta di un caso, altri inneggiano al complotto. La realtà è che quanto accaduto ieri sera è l’ovvia conclusione di quanto accaduto nelle scorse settimane. Si veniva da una serie di incontri che avevano avuto una strana fenomenologia. Si erano verificati svariati errori vistosi a favore dell’Inter (contro la Sampdoria due rigori negati ai liguri e la mancata espulsione di Adriano, contro il Toro la mancata espulsione di Cruz ed il gol irregolare di Burdisso convalidato, contro il Lecce la mancata espulsione di Ibra che avrebbe così saltato il derby per squalifica) ma Mourinho contro ogni evidenza gridava alla persecuzione ed ipotizzava complotti e congiure contro i suoi, e la stampa anziché sbeffeggiarlo (come sarebbe accaduto a chiunque altro) gli dava credito e spazio. In queste condizioni si è arrivati al derby nelle condizioni peggiori per l’arbitro Rosetti ed i suoi assistenti e le premesse per il disastro si sono realizzate. Non sapremo mai se lo svarione di arbitro e assistente è stato solo casuale o hanno pesato, nel risolvere il dubbio che si deve essere manifestato nella testa dei due, le probabili fucilate che avrebbero ricevuto in caso di annullamento errato, tuttavia il problema esiste e se non ha inficiato la decisione di ieri sera ha inficiato molte altre decisioni e altre ne inficerà.
Il problema sta in uno sbilanciamento inaccettabile dell’informazione, sia in termini di spazio che di credito, tra le squadre maggiori e quelle minori che alla fine penalizza tutti, sia le squadre in fondo alla gerarchia che quelle in testa: le prime direttamente, le seconde indirettamente perché si riduce l’incertezza del Campionato, perché a Febbraio si pensa già alla prossima stagione. La moviola in campo aiuterebbe certamente gli arbitri a sostenere il peso dei media e ad avere direzioni più equilibrate, ma il problema sta soprattutto, come in altri campi della nostra vita, in chi preferisce sempre manipolare piuttosto che informare.

16 Febbraio 2009

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