Vita universitaria

Che la vita dell’universitario non sia semplice è noto ma ogni tanto si va oltre. Quest’anno l’Università degli Studi di Torino ha, per motivi tecnici non ben specificati, fatto slittare l’apertura della compilazione del cosiddetto piano carriera (alias piano di studi) fino ad inizio Gennaio (la scadenza era proprio per oggi). Il piano carriera è l’elenco degli esami che si intendono sostenere negli anni di corso ed il rinvio della sua definizione, al di là dell’incertezza degli studenti, ha creato un problema molto pratico: non avendo ancora ufficializzato quali esami si intendevano sostenere a partire dall’anno in corso non si potevano avere nemmeno gli statini per quegli esami. La Facoltà ha risposto a questo problema con l’invenzione dello “statino vuoto” ovvero uno statino compilato solo in parte, nel quale lo studente deve poi riportare manualmente i dati dell’esame. La cosa ha creato molti dubbi e disagi anche perché, da quando è stato riaperto il servizio di modifica del piano carriera l’8 Gennaio, i sistemi sono stati ripetutamente investiti da problemi vari che hanno determinato una serie di direttive contradditorie da parte dell’Università che hanno seminato ulteriore confusione tra gli studenti.
Dovendo sostenere un esame sono dovuto andare due volte in Università: la prima volta i sistemi erano indisponibili e me ne sono tornato a casa con le pive nel sacco; la seconda volta i sistemi funzionavano ma c’era qualche problema per il quale i terminali si piantavano ancora più frequentemente del solito. L’Università aveva incaricato un signore di dare assistenza agli studenti, assistenza che consisteva nell’eseguire periodici restart dei terminali per consentirne l’uso agli studenti che erano ovviamente giunti in quantità oceanica. Per la cronaca l’esame è stato poi posticipato con poco più di 24 ore di preavviso. Unico lato positivo è il fatto che oggi l’Università si è dotata di un servizio di notifica via SMS di posticipi rilevanti come questi.
Alla fine, qualche giorno fa, è venuto anche il mio turno di compilare il piano carriera e vi assicuro che non è stato banale. Ci ho passato una serata intera senza capirci granché, alla fine ho messo esami più o meno a casaccio nella speranza di potere, sulla base di quanto annunciato, modificare poi il piano di studi a partire da Marzo.
Insomma: confusione, approssimazione, improvvisazione. Ma in fondo anche questa è didattica: è un modo come un altro di abituare le giovani generazioni a ciò che troveranno nel loro futuro.

9 Febbraio 2009

2 commenti a 'Vita universitaria'

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  1. Bruno afferma:

    Ah, i bei tempi in cui queste cose neanche esistevano, e per prenotarsi ad un esame si scriveva il proprio nome su un foglio di carta a quadretti! E l’avviso che un esame era posticipato non esisteva: sai che bello, arrivare sul luogo dell’esame e non trovare nessuno, chiedere ad un bidello a caso e sentirsi dire che l’esame è il giorno dopo!
    A Palazzo Nuovo la tecnologia c’è, ma la mentalità per usarla non ancora. Almeno, però, le colleghe non ti guardano più schifate se sanno che possiedi un PC.

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