Il falso bullo

Se Mourinho non ci fosse bisognerebbe inventarlo, o meglio lo dovrebbe inventare la stampa sportiva che, da quando è sbarcato in Italia, ha riempito tonnellate di pagine grazie a colui che si autodefinisce “A legend”. In un paese come il nostro nel quale i quotidiani sportivi hanno una diffusione straordinaria pur avendo pochissime notizie significative da dare (almeno durante la settimana) il compito principale di un giornalista sportivo è inventarsi notizie: acquisti e cessioni inventati, discussioni pretestuose, polemiche fittizie. In questo contesto Mourinho è arrivato come un salvatore della patria: basta con le dichiarazioni stereotipate, basta con le interviste fatte col bilancino, è arrivato “The special one”. Così non passa settimana che una sua uscita non susciti dibattiti, discussioni, polemiche. “E questo non è capace.. e quell’altro chi l’ha mai sentito nominare… e questo ancora è un raccomandato… e quell’altro è un povero vecchio”. Insomma una cuccagna per la stampa. Uno poi si chiede: ma perché? Non ha di meglio da fare che dileggiare questo o quello a mezzo stampa? Un bisogno paranoide di occupare sempre le prime pagine dei giornali? Si diverte? Oppure ha un contratto con lo sponsor che dipende dal numero di volte che appare? Chi lo sa?
Certo, mi ha colpito Domenica sera. La sua squadra veniva da una serie di polemiche sia per le scarse prestazioni che per i grossi favori arbitrali avuti di recente. A metà del primo tempo di Inter-Sampdoria c’era uno scontro apparentemente fortuito nell’area sampdoriana tra Cambiasso e Palombo. Lui si alzava indemoniato chiedendo il rigore, dopodiché iniziava ad inveire contro l’arbitro dicendogli “Tu hai paura”. Poi spiegherà che si riferiva al fatto che secondo lui l’arbitro Celi aveva avuto paura di fischiare un rigore all’Inter. Non so bene se Celi avesse paura o meno ma sicuramente gliene metteva molta Mourinho, visto che di lì in poi: prima sorvolava su un cazzotto di Adriano nella pancia di Gastaldello e poi non fischiava due rigori grossi così alla Sampdoria. Insomma non solo “The special one” riusciva probabilmente a condizionare l’operato dell’arbitro ma poi, con un suo lungo pistolotto, occupava tutto lo spazio dedicato da “La Domenica Sportiva” alla partita e quando arrivava finalmente Mazzarri, allenatore della Sampdoria, già pronto a gridare allo scandalo per l’arbitraggio, il tecnico doriano veniva liquidato nel giro di pochi secondi tra il suo stupore e disappunto.
Insomma ho l’impressione che quello che poteva sembrare un mero atto di bullismo e di arroganza di uno che si sente le spalle coperte da una grande squadra, costituisca in realtà la dimostrazione della capacità di un uso spregiudicato ma efficace della sua immagine. Ho l’impressione che siamo quindi di fronte ad un personaggio che sa gestire la scena mediatica bene come pochi. Non so bene se come allenatore riuscità a combinare molto ma sicuramente in politica potrebbe avere un grosso futuro…

27 Gennaio 2009

2 commenti a 'Il falso bullo'

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  1. AndreaC afferma:

    Mourinho, il mio preferito! Te l’ho mai detto che se solo me ne fregasse qualcosa sarei Mourinhista?

  2. Coloregrano afferma:

    Me l’avevi detto ma mi sono stupito. Da quando apprezzi il tipo: “Io so’ io e voi nun siete ‘n cazzo!”?

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