E adesso chi chiamo?

Questo deve aver pensato il proprietario della Fiorentina Della Valle, Sabato sera dopo la fine della partita, indispettito dagli ennesimi errori arbitrali che hanno danneggiato la sua Fiorentina, complessivamente già molto penalizzata in questo Campionato.
Per chi non colga il riferimento, uno degli elementi di prova più rilevanti del processo di Calciopoli era una telefonata fatta da Della Valle stesso a Moggi nella quale il proprietario della Fiorentina si lamentava dei molteplici torti arbitrali subiti nelle ultime settimane. Il motivo più probabile della telefonata era che la Juve era in lotta per lo scudetto con il Milan che era stata la beneficiaria nella giornata precedente degli errori arbitrali in oggetto e Della Valle cercava quindi la solidarietà del Direttore Sportivo juventino. La Procura invece aveva identificato Moggi, attraverso questa telefonata, come l’uomo da cui tutti andavano per ottenere il favore dei direttore di gara e questa telefonata fu una delle basi del teorema che lo condannò in sede di giustizia sportiva.
Invero da allora le cose non sono cambiate molto: la differenza abissale di spazio che le diverse squadre hanno sui media, la differenza abissale di spazio che hanno le recriminazioni dell’una o dell’altra squadra e quindi l’effetto che tutto ciò rischia di avere sulle decisioni arbitrali. Quando i viola erano stati danneggiati contro la Roma o contro il Milan Della Valle deve essere rimasto lì con il telefono in mano non sapendo che numero fare ma quando Sabato sera la beneficiaria del danno è stata la Juve, Della Valle non ha avuto dubbi ed ha composto il numero della tv di Stato ben sicuro che lì avrebbe trovato ospitalità e solidarietà che in effetti non sono mancate. Ha fatto una magra figura, certo. In particolare quando ha commentato l’errore millimetrico dell’assistente sul gol di Gilardino: “Che il gol fosse regolare l’avrebbe visto anche mio figlio.”, dimostrando un’incompetenza che sarebbe imbarazzante se non fosse comune alla maggior parte dei suoi pari. L’effetto è però stato che per due giorni i due episodi contestati hanno riempito ogni notiziario televisivo e che probabilmente un rigore alla Juve continuerà ad essere un fatto eccezionale, come da un paio d’anni a questa parte succede.
Poi ieri sera c’è stato Inter-Sampdoria con tre rigori richiesti dalla Samp (dei quali un paio più che possibili) ed un cazzotto di Adriano non visto. Mazzarri sembrava molto arrabbiato ma la RAI ha dato tutto lo spazio alle recriminazioni di Mourinho offeso perché l’arbitro lo aveva espulso. Pare che anche i dirigenti della Samp abbiano chiamato la RAI ma chissà perché finivano sempre in segreteria telefonica…
Forse se Della Valle e tutti i suoi pari cominciassero a prendere coscienza del ruolo che anche le squadre di media grandezza hanno, e questo non quando gli danno o non danno un rigore ma in ogni circostanza, se cominciassero a denunciare non il fuorigioco millimetrico ma lo sbilanciamento inaccettabile dello spazio sui mezzi di comunicazione, la faziosità intollerabile di giornalisti ed opinionisti, forse non ci sarebbe più bisogno di accampare dubbi e sospetti sugli arbitraggi, non ci sarebbe bisogno di telefonate ambigue, di farsi rispettare, di fare lobby ed alleanze, di avvertimenti e messaggi cifrati. Si potrebbe cominciare dalla moviola in campo che porterebbe un po’ più di trasparenza e di serenità nelle decisioni arbitrali e che ormai solo le squadre che controllano le moviole “fuori dal campo” continuano ad osteggiare.

26 Gennaio 2009

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