AAA Cercasi opinione pubblica

La guerra della politica contro la giustizia sembra ormai a tutto campo e l’autonomia della magistratura sembra volgere verso l’irrimediabile disfatta. Dopo lo scatenarsi delle vicende giudiziarie sul PD che ha portato allo scoperto i falchi democratici e dopo che le vicende non ben chiare del figlio di Pietro hanno abbassato i toni dell’Italia dei Valori, chi ancora difende l’autonomia della giustizia è rimasto solo ed isolato. Perfino all’interno del CSM ci sono voci che invitano alla resa su temi quali l’obbligatorietà dell’azione penale ed un controllo dei partiti sul CSM stesso. Quello che soprattutto ormai sta passando è un principio aberrante: quello per il quale la risposta di una classe politica corrotta in modo generalizzato e irreversibile possa essere quello di mettere la museruola al sistema giudiziario che lo accusa, come un malato che pensa di guarire facendo tacere il suo medico. Una parte della classe politica, fin da Tangentopoli, ha cercato piuttosto scopertamente di sfruttare il proprio controllo del potere legislativo in questo senso, ma solo ora ciò viene fatto in modo tanto sfacciato ed unanime.
In questa vicenda però c’è un grande assente: l’opinione pubblica. Perché una consorteria come quella della politica si permetta di autoautorizzarsi a depredare lo Stato ci si aspetterebbe che l’opinione pubblica sia quantomeno totalmente asservita e plagiata tramite i canali di informazione. Ci si aspetterebbe scenari da 1984 nei quali la gente aggredisca per strada i giudici non ne appena ne riconosca uno. E’ interessante notare invece come nel sondaggio reso noto dalla IPSOS e comunicato a Ballarò qualche sera fa, il potere dei giudici è ritenuto eccessivo appena dal 26% degli italiani, il che significa che lo pensano meno dei due terzi degli elettori del PdL che ne ha fatto un dogma da anni. Sarebbe poi interessante chiedersi quanti degli elettori del PD condividano i punti di vista di Violante in merito. Altro elemento interessante è il fatto che la percentuale di quanti ritengono che vi sia un abuso nelle intercettazioni non supera il 48%, questo a prescindere dal fatto che la soluzione possa essere quella di vietarle o meno.
In sostanza l’impressione è che l’opinione pubblica sia sì convinta che quello che la classe politica sta con tanto ardimento dibattendo sia un problema di bottega, che concerne sostanzialmente modalità di gestione del potere, anche se magari non tutti hanno una chiara idea di chi abbia ragione e chi torto. Tuttavia i cittadini di questo paese hanno troppo a lungo collaudato con soddisfazione la loro passività politica per risvegliarsi improvvisamente adesso, solo perché c’è la crisi. Insomma quello che davvero manca a questo paese è un’opinione pubblica. Se c’è un’opinione pubblica interessata alla posizione è pregata di mandare curriculum vitae.

17 Gennaio 2009

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