Ateismi a confronto

La vicenda degli autobus sponsorizzati da varie associazioni di ispirazione ateista mi ha suscitato qualche considerazione soprattutto sul diverso modo di vivere il proprio rapporto con i temi teologici in Italia ed in Gran Bretagna. Ricordo che, nella sua versione inglese il messaggio recita “There’s probably no God. Stop worrying and enjoy your life“. Nella versione italiana invece il messaggio è “La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno“.
Questo mi porta a notare che:

  • Il distacco razionalista inglese porta i britannici ad usare comunque una formula dubitativa: “Probabilmente Dio non c’è“. La difficoltà italiana invece di usare un vero approccio razionalista ci porta a contrapporre ad un’affermazione non razionale “Dio c’è“, un’altra altrettanto non razionale: “Dio non c’è“.
  • La visione italiana di Dio è essenzialmente consolatoria e speculativa. Di qui la sottolineatura del fatto che “non ne abbiamo bisogno“. Per gli inglesi la visione di Dio è prevalentemente morale e di qui il sollievo nel poter “non preoccuparsene più” vivendo senza l’assillo dell’incombente punizione.
  • La conclusione spensierata della versione inglese “goditi la vita” manca nella versione italiana. Sarà perché in fondo anche gli atei sono abbastanza impregnati di cultura cattolica da non poter lasciarsi andare a simili epicureismi?
16 Gennaio 2009

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