De minimis non curat praetor

Se l’avessi scritto ieri questo intervento si sarebbe chiamato: “AAA Presidente cercasi”. Erano giorni che infatti il capo del governo italiano sembrava irreperibile. Il mondo era incendiato dalla guerra nella striscia di Gaza, le nostre riserve energetiche erano messe in discussione dal braccio di ferro tra Russia e Ucraina ed il Presidente non dava traccia di sé. Ce lo immaginavamo al caldo di un isola tropicale a dare sfogo ai suoi voraci appetiti sessuali oppure in una clinica per un ritocco estetico per essere più bello che mai per il G8 di Luglio.
Ma come? La guerra israelo-palestinese infuria e lui niente? Non dico una dichiarazione politica in cui invoca il cessate il fuoco o un’iniziativa per trovare una soluzione negoziale, ma nemmeno una barzellettina tanto per sdrammatizzare? Putin ci chiude i rubinetti e lui niente? Non dico un presa di posizione ferma, ma nemmeno una frasetta rassicurante tipo: “Non c’è problema. Lo chiamo io e risolvo tutto.”?
Il punto è che si tratta di inezie, di questioni trite e ritrite, che ormai lasciano il tempo che trovano. Israeliani e palestinesi che si fanno la guerra, russi e ucraini che litigano. Che noia… Al nostro Presidente del Consiglio queste cose non interessano, come dicevano i latini: “De minimis non curat praetor“.
Ma ecco uno dei quegli intrighi che invece gli piacciono: CAI e Malpensa. Ecco una vera battaglia italiana, all’insegna del “Pensiamo ai nostri interessi di bottega”. Ecco una di quelle belle privatizzazioni dopo le quali la classe politica si affretta a chiarire: “Privato sì. Basta però che continui a fare quel che diciamo noi.”. Ed ecco il nostro Presidente operaio tornare a parlare alla nazione per rassicurarla che tutti avranno la loro bella prebenda, che tutte le parrocchie alla fine saranno soddisfatte ed ecco la popolarità del governo risalire immediatamente dello 0,05%. Un grande statista.
E così mentre Sarkozy perde tempo a negoziare con Mubarak la tregua, Barroso negozia con Putin la fornitura di gas, Berlusconi ben più utilmente negozia con Bossi la spartizione degli hub. Che fortuna che abbiamo ad avere un Presidente così…

8 Gennaio 2009

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