Un fatto gravissimo

Il segretario del PD Walter Veltroni ha definito così quanto accaduto al sindaco di Pescara D’Alfonso, arrestato e poi rilasciato dopo pochi giorni dopo che si era dimesso dalla carica. In realtà D’Alfonso è stato rilasciato, secondo la motivazione della Procura, perché essendosi dimesso non sussisteva più la possibilità di inquinare le prove grazie alla sua carica elettiva. L’avventato commento di Veltroni insieme ai nuovi attacchi alla magistratura di Violante a cui si è unito anche Cacciari hanno completato il percorso verso la completa berlusconizzazione del Partito Democratico che, questo sì, è un fatto gravissimo. Veltroni aveva a lungo bordeggiato lungo i lidi pericolosi di un dialogo con il PdL che sapeva troppo di omologazione per non preoccupare. Rimaneva ancora la questione morale a segnare un solco tra i due schieramenti: Veltroni alle elezioni di Aprile aveva annunciato che non avrebbe candidato inquisiti, anche se poi qualche eccezione era stata fatta. Le risposte imbarazzate del PdL avevano lasciato intendere che qualche differenza c’era ancora tra i due schieramenti, che c’era ancora speranza per chi spera in un paese migliore. Poi dopo la sconfitta elettorale la presa di distanza sempre più marcata da Di Pietro ha cominciato a far nascere qualche dubbio.
I più turbolenti recenti sviluppi delle inchieste giudiziarie sulla politica stanno costituendo una sorta di spartiacque. C’era la possibilità di segnalare la distinzione del PD rispetto allo schieramento di maggioranza, prendendo le distanze dalle circostanze dell’inchiesta, chiedendo a chi era stato coinvolto di farsi da parte, manifestando fiducia nella giustizia e rincrescimento nei confronti degli elettori, sbanderiando il nuovo codice etico che dovrebbe essere approvato a Gennaio. Invece ecco partire le prime bordate verso la magistratura, ecco crescere il drappello degli iscritti al “partito dei politici”, ecco levarsi le prime voci dissenzienti, a sollevare distinguo, a subodorare complotti, fino alla dichiarazione finale del Segretario. Cosa resta quindi delle speranze suscitate dal progetto del Partito Democratico? Al momento nulla. Oggi il PD è ridotto ad un clone del PdL, disprezzato a sinistra e ridicolizzato a destra. L’impressione è che la classe dirigente del partito non riesca a comprendere che se è vero che in Italia c’è una buona parte dell’opinione pubblica che crede che la corruzione politica sia un’invenzione dei giudici, che giudica con preoccupazione svolte troppo decise, politiche troppo audaci, è vero che si tratta dell’opinione pubblica che già vota per Berlusconi e non ha nessuna intenzione di cambiare voto. Gli altri si sentono degli emarginati ai quali non rimane che rifugiarsi nell’Italia dei Valori che è un partito basato sul personalismo di Di Pietro e su un’organizzazione da partito ottocentesco, ma che ha l’unico pregio di ascoltare un’opinione pubblica verso la quale il PD pare essere sempre più sordo.

28 Dicembre 2008

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