Brutto calcio

Quando calcavo i campi di Terza Categoria con la casacca d’arbitro non potevo non notare che alcune squadre erano solite avere uno strano, ed estremamente irritante, modo di comportarsi in campo. Dal primo minuto fino all’ultimo cercavano in tutti i modi di disturbarmi, di irritarmi, di influenzarmi con proteste continue, con mezze simulazioni, con provocazioni agli avversari. Si capiva rapidamente che il capitano non era stato scelto, come in altre squadre, in quanto il più carismatico ed il più adatto a rapportarsi con il Direttore di gara, ma piuttosto per poter parlare e polemizzare ininterrottamente per tutto l’incontro senza incorrere in sanzioni. Mi sono sempre chiesto se fossero semplicemente comportamenti istintivi che per influenza reciproca si diffondevano a tutta la compagine oppure se ciò facesse parte di una strategia concordata. Certamente la cosa curiosa e frustrante era che si trattava di cose piccole, che singolarmente era difficile punire senza essere accusati di eccessiva severità ma che complessivamente creavano un clima di nervosismo in campo, che alla fine spesso sfociava in scontri anche tra i giocatori.
Sarà come sarà ma le squadre di Del Neri hanno la stessa insopprimibile tendenza, basti ricordarsi la gazzarra scatenata nell’incontro contro il Napoli per le decisioni apparentemente avverse dell’arbitro; tranne scoprire, riguardando le immagini televisive, che gli unici errori dell’arbitro erano stati a danno del Napoli. Di questa tendenza la brutta partita di Domenica scorsa contro la Juve è stata l’apoteosi.
L’inizio era bello, veloce, scattante e l’Atalanta giocava anche bene, mettendoci alla frusta. Iniziava però quasi subito lo stillicidio delle proteste, delle tensioni, del nervosismo, con un paio di fuorigiochi chiamati all’Atalanta che generavano le prime proteste ed i primi nervosismi. L’assistente sbagliava poi fermando Marchionni lanciato verso la porta con una segnalazione rivelatasi poi del tutto errata, ma poi risbagliava lasciando andare lo stesso Marchionni che si trovava invece in fuorigioco e che lucidava il pallone per Del Piero che lo adagiava in porta per l’1 a 0. Le proteste veementi dei bergamaschi davano il via allo show di Doni che iniziava a recriminare su ogni rimessa laterale, su ogni singolo fischio del mediocre arbitro Farina. Il capitano atalantino alternava le proteste nei confronti della terna alle provocazioni nei confronti degli avversari. Gli capitava ad un certo punto di avere tra sé e la porta il solo Chiellini, allora scavalcava Giorgione con un pallonetto e si buttava a pesce puntando al fallo da ultimo uomo ed all’espulsione. Tra le simulazioni quella per far espellere l’avversario è certamente la più odiosa: in Terza Categoria sarebbe finita a botte, qui lo squallido Doni rimediava solo un meritatissimo cartellino giallo. Nel frattempo Nicola di Bari aveva arrotondato il punteggio con il risultato di rendere incessante il peregrinare di Del Neri a bordo campo, digrignando i denti in un mugugno contro l’arbitro ed i suoi parenti che assumeva le caratteristiche di un mantra.
Appena tornati dagli spogliatoi Vieri riapriva l’incontro, era però l’inizio di una ripresa ancora più brutta. Manfredini e De Ascentis tiravano a qualunque cosa si muovesse, il centrocampo della Juve sembrava incapace di sostenere la manovra, l’Atalanta manteneva l’iniziativa ma Manninger correva pochi rischi. Non trovando altra via per rendersi pericoloso Floccari andava a caccia del rigore, ma in modo piuttosto maldestro. All’ingresso in area veniva toccato sulla gamba destra da Marchionni, l’attaccante atalantino reagiva con un po’ di ritardo, metteva giù normalmente il piede destro colpito e poi incespicava con il piede sinistro. Maldestra la simulazione, penose le proteste. Poco dopo Amauri dava all’Atalanta il colpo della staffa e la partita diventava solo più una palestra della protesta e della provocazione. I nervi alla fine saltavano a Marchisio che di Doni non ne poteva proprio più. Succedeva che a distanza di pochi secondi lo stesso Marchisio, prima in contropiede veniva abbattuto da Manfredini con una raffica di mitra e, sebbene l’atalantino fosse già ammonito, Farina faceva come se niente fosse; poi veniva ammonito per un fallo a centrocampo molto meno evidente. Quando a quel punto Doni rincorreva l’arbitro invocando l’espulsione, Marchisio non ne poteva e spiegava a Doni cosa ne pensasse di lui, che è poi quello che penso anch’io e molti altri. Provvidenziale arrivava il cambio e il ragazzo di Andezeno poteva sbollire sotto la doccia i suoi spiriti.
Finiva così: una partita brutta, giocata male dalla Juve, giocata peggio o non giocata dall’Atalanta. Unica nota positiva è il risultato, per il resto queste sono le partite che mi fanno un po’ rimpiangere di non avere dedicato altrimenti un’ora e mezza del mio tempo.

23 Dicembre 2008

Non ci sono ancora commenti ma sicuramente tu avrai qualcosa da dire...

Dì la tua

terremoto centro Italia

Ultimi interventi

Archivi

Categorie

Pagine varie

I miei posti preferiti

I miei blog preferiti

Feed su RSS

Meta

Technorati

FB NetworkedBlogs