E’ un paese per vecchi

Leggo che il Presidente del Consiglio ha di nuovo trovato modo di prendersi le prime pagine dei giornali riproponendo un suo vecchio cavallo di battaglia: il presidenzialismo. Faccio presente che nel 2006 gli italiani hanno già respinto una proposta di modifica costituzionale che tra le cose più reclamizzate voleva appunto trasformare in senso presidenziale la carica di Primo Ministro, assegnandogli poteri comparabili a quelli che nei sistemi presidenziali ha il Presidente della Repubblica. A Berlusconi la batosta di allora non è bastata per rinunciare alla sua convinzione profonda che in Italia il problema sia la mancanza di decisionismo e non la cronica chiusura su sé stessa della classe dirigente. Chiunque esiterebbe a riproporre un cammino che lo ha portato alla più grossa batosta della sua carriera politica, ma bisogna comprendere la persona per capire questo atteggiamento. Si tratta di un uomo anziano, ha 72 anni e ha le caratteristiche che spesso hanno le persone anziane, ovvero ricorrere sempre agli stessi tormentoni: la sinistra menzognera, l’opposizione che non collabora, le toghe rosse, io ce la farei ma sono gli altri che non mi lasciano fare, ed anche il presidenzialismo come la soluzione che gli permetterebbe finalmente di fare come dice lui. Ripete le stesse cose da anni, con gli stessi toni, gli stessi giochetti mediatici che ormai ci sono solo diventati noiosi. Somiglia a quei vecchietti al bar che raccontano sempre la stessa barzelletta e poi se la ridono.
Ma come si spiega allora che un uomo così venga ancora votato? Perché siamo un popolo vecchio, un popolo che come i vecchi non sa cambiare prospettiva, non sa guardare avanti, non sa svoltare, un popolo che a sentire raccontare la stessa barzelletta continua a ridere come se la sentisse per la prima volta.
Leggevo un interessante volumetto edito da “Il Mulino” dal titolo “Il ritorno di Berlusconi“. Ho trovato impressionante il dato per il quale le persone di più di 75 anni hanno votato alle scorse elezioni per il 55% per la PdL (non contando quindi la Lega). Si pensi che invece tra i giovani al di sotto dei 24 anni la PdL non arriva nemmeno al 30%. Insomma, parafrasando i fratelli Cohen: l’Italia è sempre più un paese per vecchi.

22 Dicembre 2008

Un solo commento. a 'E’ un paese per vecchi'

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  1. Bruno afferma:

    Davvero un paese per vecchi, e dopo la prossima riforma delle pensioni, nemmeno per loro.

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