Il mostro Internet

E’ sempre più evidente l’insofferenza che l’informazione tradizionale prova nei confronti di Internet. Siccome l’interesse corporativo in Italia viene prima anche dell’appartenenza politica, non stupisce che anche da sinistra si agiti lo spettro del mostro Internet che pure pare un assist a Berlusconi che annuncia leggi di regolamentazione di Internet.
Così mi spiego l’improbabile uscita di Michele Serra su La Repubblica di qualche giorno fa. La cosa parte da “Il Giornale”, quotidiano fuoriclasse della bufala, sul quale Antonio Signorini racconta che le figlie dell’esponente del PD Anna Finocchiaro vanno alla scuola privata, in contraddizione così la tradizione della sinistra di preferire la scuola pubblica. La notizia si rivela una bufala, anche se come avrete notato dal link, Il Giornale si è ben guardato dall’eliminarla dal suo sito. A quanto pare tra l’altro non si tratta nemmeno dell’unico errore contenuto nell’articolo.
Sta di fatto che una lettrice di La Repubblica, ignara della bufala, scrive a Michele Serra scandalizzata. Serra risponde, ben guardandosi dal verificare la veridicità dell’affermazione, e facendola passare quindi per vera alimentando quindi la bufala, propagatasi ovviamente su Internet. Smascherata la fandonia Serra, ripercorrendo l’accaduto, sottolinea: Ma quello che mi ha maggiormente colpito è scoprire che l’errore del Giornale ha centuplicato i suoi effetti grazie a internet”. Serra poi conclude che “fa pensare la velocità con la quale le bufale galoppano in rete”.
E’ interessante come idea, quindi se io verso dei liquami in una falda acquifera e inquino tutta una città la colpa non è mia ma è dell’acquedotto. Vi pare assurdo? Lo è ma è sempre meglio che ammettere la propria mancanza di professionalità, dato caratteristico di buona parte del giornalismo nostrano purtroppo. I tempi in cui un giornalista poteva raccontare balle senza controllo e senza creare polveroni sono lontani ma evdientemente Michele Serra li rimpiange molto. Stupidi quelli che leggendo una notizia su giornali notoriamente inaffidabili come Il Giornale e La Repubblica l’hanno data per buona, ma soprattutto mostruoso Internet che permette a chi pensa che una notizia sia vera di comunicarla anche ad altri in breve tempo. Per la serie: il medioevo che nostalgia!
La parte meno divertente della questione è che tutto lascia pensare che quando quando la nostra classe politica, dopo aver regolato altri conti in sospeso più urgenti, inizierà a preparare un bavaglio per Internet, temo troverà nella corporazione dei giornalisti parecchi più o meno insospettati alleati.

13 Dicembre 2008

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