La carrozza cinque

Nello scorso finesettimana mi sono servito delle Ferrovie dello Stato per un viaggio di andata e ritorno a Venezia. Da un po’ di tempo non facevo viaggi in treno di questa lunghezza e devo dire che ho notato alcuni cambiamenti nel servizio offerto da Trenitalia: carrozze rinnovate, display nei vagoni. Però alcuni tratti caratteristici rimangono.
Il viaggio da Torino a Milano era tranquillo ma al momento del cambio a Milano Centrale si capiva che sul Milano-Venezia c’era qualcosa che non andava: un certo trambusto, un numero davvero insolito di persone in piedi, nervosismo, parole grosse: che cosa era successo? A quanto pare si erano dimenticati una carrozza, esattamente la carrozza 5. Tutti quelli che avevano la prenotazione sulla carrozza 5 erano quindi rimasti in piedi. Alcuni avevano iniziato a discutere animatamente con quelli che avevano il loro stesso numero di posto nella carrozza 4 credendo che fosse la 5, altri inveivano contro Trenitalia, altri ancora si erano piazzati rassegnatamente in mezzo al corridoio senza però lasciar passare chi volesse transitare oltre. Solo dalle parti di Bergamo la situazione si ricomponeva definitivamente.
Passava un giorno e mezzo ed al momento del ritorno, alla partenza da Venezia Santa Lucia, ecco il misfatto: di nuovo mancava una carrozza ed a questo punto intuirete anche il numero, la carrozza 5. Dopo alcune discussioni anche qui si trovava una soluzione!
Infine si arrivava a Milano Centrale dove il treno avrebbe dovuto solo fare fermata per proseguire verso Torino ma, sorpresa, in prossimità dell’arresto sul binario un annuncio avvertiva che il treno avrebbe fermato lì la sua corsa e coloro i quali avessero voluto proseguire avrebbero dovuto prendere un altro treno che li aspettava sul binario antistante. Per ovvia coerenza anche su questo treno mancava la carrozza 5, ma questa volta mancavano anche la 4 e la 3 ed i possessori dei posti corrispettivi apprendevano dal passaparola che in realtà avrebbero dovuto accomodarsi nelle carrozze 10, 11 e 12.
In conclusione mi chiedo: che cosa c’è dietro questo sinistro rituale? Perché sempre la carrozza 5? E’ un numero magico o un numero maledetto? C’è una setta segreta formata interamente da ferrovieri che cospira per l’abolizione del numero 5? O forse è solo la consueta disorganizzazione delle Ferrovie dello Stato? Il mistero rimane…

11 Dicembre 2008

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