Cambino mestiere!

Ve lo devo confessare: questa volta non riesco a dare torto al Presidente del Consiglio. Nel momento in cui invita i Direttori del Corriere della Sera (Paolo Mieli) e de La Stampa (Giulio Anselmi) a cambiare mestiere pare leggermi nel pensiero.
Intendiamoci, se ricoprissi la carica di Presidente del Consiglio non mi sognerei neppure di manifestare questo mio pensiero perché potrebbe essere facilmente interpretato come un tentativo di intimidire i giornalisti in questione, di mettere sul chi va là chi voglia continuare ad esprimere opinioni diverse dalle sue; potrebbe essere interpretato come una manifestazione di isterica intolleranza per la libertà di stampa, come un tentativo di imbavagliare ogni opinione a lui non favorevole, come l’ennesima dimostrazione dell’inadeguatezza dell’uomo a governare un paese democratico, della sua incapacità a reagire a qualunque critica senza l’insulto, la delegittimazione, l’attacco personale ed intimidatorio. Potrebbe essere così interpretato anche perché non ci sono altre interpretazioni possibili se non una sua follia ormai incontrollabile. E non mi sembra proprio che questa sia la prima volta che i comportamenti di Berlusconi trasmettono tutto ciò a me ed a tanti altri italiani, e allora mi chiedo: possibile che mentre noi ci siamo stufati di ripetere la riprovazione per questo personaggio, per i suoi comportamenti, per la sua arroganza e per la sua incapacità politica, dalle colonne de La Stampa o de Il Corriere per mesi abbiamo letto magnificare da firme come Panebianco, Ostellino o Minzolini le straordinarie capacità strategiche dell’uomo, cavalcare le sue giuste lotte contro i magistrati impiccioni, contro l’opposizione non costruttiva, contro chiunque non gli dia ragione, non lo applauda, non lo incensi? Possibile che i Direttori di questi giornali non abbiano mai notato quello che tutti noi abbiamo notato mille volte? Lo capirei dal direttore di un giornale parrocchiale ma dai direttori di quotidiani come La Stampa o il Corriere, no. E’ troppo grave.
Ha ragione il Presidente del Consiglio: cambino mestiere! Il giornalista è il mestiere di chi attacca il potere, di chi lo sfida, di chi conduce con pertinacia il suo assalto al palazzo. Il giornalista che si riduce a cane da compagnia della politica diventa la parodia di sé stesso. Certo, passa un sacco di tempo a crogiolarsi nei salotti, rosicchiando l’osso che la politica gli butta di tanto in tanto. Ma poi gli capita, quando meno se lo aspetta, di finire come spesso finiscono i cani da compagnia, bastonati e abbandonati in mezzo ad una strada e costretti a cercarsi un altro padrone. Meglio cambiare mestiere che finire così, no?

3 Dicembre 2008

3 commenti a 'Cambino mestiere!'

Iscriviti con RSS or TrackBack ai commenti a 'Cambino mestiere!'.

  1. Bruno afferma:

    Ho letto la risposta di Sergio Romano sul Corsera. Si diceva ad un dipresso: “Riteniamo che Berlsuconi scherzasse, da persona gioviale e divertente qual’è, quando ha detto al direttore di cambiar mestiere”. Servo. Una volta un mio titolare mi disse che secondo lui avevo sbagliato mestiere: ebbe le mie dimissioni e trovai presto altrove e meglio. Mi aspettavo che il direttore di un quotidiano come il corsera avesse più coraggio di un neolaureato in Co.co.co., ma evidentemente mi sbagliavo.

  2. Coloregrano afferma:

    Bellissimo!!! :-))

:: Trackbacks/Pingbacks ::

  1. Pingback di I complici : Il colore del grano - on Febbraio 9th, 2009 at 22:16

Dì la tua

terremoto centro Italia

Ultimi interventi

Archivi

Categorie

Pagine varie

I miei posti preferiti

I miei blog preferiti

Feed su RSS

Meta

Technorati

FB NetworkedBlogs