Povera Sky

Fa quasi sorridere il goffo prodigarsi con il quale Berlusconi è subito sceso in campo a difendere il provvedimento del governo per il raddoppio dell’Iva gravante sui contratti di abbonamenti di Sky. Il Presidente del Consiglio preso, come dicono a Roma, “con il sorcio in bocca” si è lanciato in una penosa difesa del provvedimento: ha cercato di spiegare che anche Mediaset sarà danneggiata (è vero solo per quel esiguo sottinsieme di utenti del digitale terrestre che hanno l’abbonamento anziché la prepagata) e che non è vero niente e che è colpa della sinistra e così via, ma la coda del sorcio ancora gli spuntava dalla bocca. Il Presidente del Consiglio ha anche raccontato un po’ di fesserie sull’origine dell’attuale aliquota smentite prontamente dall’Amministratore Delegato di Sky. Ormai la nostra classe dirigente è talmente abituata ad un’opinione pubblica che se le beve tutte che non ha più nessun ritegno nel negare l’evidenza o nel raccontare fandonie. D’altronde anche per quella parte dell’opinione pubblica che non se le beve tutte l’uso personale della cosa pubblica è divenuto costume talmente consolidato in Italia, non solo nello schieramento politico di Berlusconi, che per certe cose non ci si indigna nemmeno più. Come scandalizzarsi se Berlusconi, in un momento così critico del paese, usa la sua carica per concedere regali alla ditta di famiglia, quando contemporaneamente Villari brandisce la RAI come fosse un balocco regalatogli dalla Mamma?
Con tutto ciò la catena di solidarietà per la povera Sky tartassata dal governo francamente non mi commuove. Sky ha potuto creare nel 2003, con la complicità del governo allora in carica (guardacaso un altro governo Berlusconi), un monopolio della pay tv satellitare, dall’alto del quale ha potuto poi imporre al mercato uno standard proprietario che ha costretto migliaia di telespettatori a buttar via i propri decoder cancellando il mercato italiano del prodotto. Sky si è poi segnalata per un’arroganza imbarazzante nei confronti dei suoi abbonati (dei quali faccio parte) con una sequenza di azioni censurabili e un record di denunce da parte delle associazioni di consumatori.
Per quanto trovi farsesco l’operato dell’attuale governo trovo piuttosto preoccupante che un’azienda possa, da sola, montare una campagna mediatica come quella in corso contro un provvedimento di un governo grazie alla propria posizione mediatica. Ho l’impressione che, se la stessa cosa non è successa all’epoca dell’abolizione del costo di ricarica per gli operatori di telefonia mobile, non è perché qui c’è il conflitto di interesse ma perché Sky opera in un settore come l’informazione e per di più in sostanziale monopolio. Questo teoricamente dovrebbe ricordarci quanto è delicato il settore dei media e quanto dovremmo vigilare affinché non si formino concentrazioni come appunto quella di Sky. Purtroppo chi dovrebbe vigilare ed invece avvalò la fusione tra Tele+ e Stream che portò alla nascita di Sky, ha costruito sull’oligopolio la sua carriera e noi l’abbiamo votato ben consapevoli di tutto ciò. Il fatto che ciò gli si ritorca contro non è una grande consolazione.
Non guarderei quindi con troppo entusiasmo questo confronto tra monopolisti d’assalto, nel quale chi è già sicuro di perdere siamo noi cittadini che pagheremo di più la televisione e che peraltro ce lo siamo pienamente meritati.

1 Dicembre 2008

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