L’antidipietrismo

In un’epoca nella quale si è parlato e si parla molto dell’antiberlusconismo c’è in realtà un altro crescente fenomeno di personalizzazione dell’opposizione politica molto più marcato e apparentemente meno spiegabile di quello per Berlusconi, quello per Di Pietro. Non c’è copia di un quotidiano dell’area popolista che non rechi almeno un attacco nei confronti di Di Pietro o del suo partito. Che il Tg4 sia un notiziario folcloristico è cosa ammessa anche da chi lo guarda, ma gli interventi di questo telegiornale su Di Pietro assumono spesso i contorni de “I Due Minuti di Odio” orwelliano, con considerazioni quasi lombrosiane sul politico molisano. Non dimentichiamo poi che anche negli ambienti del PD c’è una discreta fronda contro Di Pietro ed il riavvicinamento nei confronti dell’IdV, operato recentemente da parte di Veltroni, è spacciato da molti osservatori politici come una delle ragioni principali della crescente opposizione interna dei dalemiani. Che cosa ha dunque fatto quest’uomo per meritarsi tutto questo? Non ha posizioni di potere economico particolarmente ingombranti, ha avuto raramente cariche di governo, non ha avuto grossi guai con la giustizia e da quelli che ha avuto è uscito più che bene. Certamente non va molto d’accordo con i congiuntivi e spesso ha delle uscite fuori dalle righe ma il fatto che i suoi detrattori siano spesso gli stessi che senza esitazioni minimizzano le uscite dei leghisti, di Gasparri o di Berlusconi stesso dovrebbe togliere ogni dubbio sul fatto che i modi rozzi di Di Pietro non siano la causa del fenomeno.
Sicuramente è molto importante nel fenomeno descritto il ruolo che Di Pietro ha assunto, all’interno della politica italiana, di moralizzatore dei costumi e di difensore strenuo della legalità. In più è anche un ex-magistrato. In un paese allergico ad ogni tipo di regola ed al suo rispetto va da sé che moralizzatori e giudici siano considerati i nemici pubblici numero uno, essere le due cose insieme è davvero troppo.
Vi è però un altro aspetto molto legato ma non completamente a quello precedente che, a mio avviso, fa di Di Pietro un personaggio sul quale si concentra l’odio di una gran parte della politica e del giornalismo, che della politica fa il fedele portavoce. Per capirlo bisogna pensare che esiste una parte numericamente non irrilevante del ceto medio, che è esasperata dall’inefficienza dell’apparato pubblico, dal malaffare imperante nella nostra classe dirigente, dalla mancanza di ricambio della politica, da un sistema giudiziario fatto apposta per garantire l’impunità a chi sappia sfruttarne le scappatoie. Si tratta di una parte del ceto medio che non ha una collocazione politica definita, all’interno della logica sinistra-destra, e che proprio per questo ha una scarsa fidelizzazione partitica e tende ad essere critica con entrambi gli schieramenti, scadendo talvolta in quello che si definisce comunemente qualunquismo, ma senza perciò disinteressarsi del quadro politico. E’ il popolo che applaude Grillo, che disprezza Berlusconi ma diffida anche di D’Alema e che chiede una partecipazione più diretta alla politica riducendo la mediazione di una politica di cui non si fida. E’ lo stesso popolo che nel ‘92 sostenne i giudici nell’esperienza di Mani Pulite.
Vi ricordate gli insulti di Aldo Forbice al popolo di Grillo? A mio avviso fanno il paio con quelli di Fede a Di Pietro. Ho l’impressione infatti che questa area dell’elettorato continui a fare molta paura agli apparati di partito e ciò li porta a considerare più urgente isolare questa componente dell’elettorato piuttosto che cercare di farsela amica. Il fatto che Di Pietro si sia candidato a paladino di questa fetta di elettorato è, a mio parere, ciò che davvero ha suscitato più di ogni altra motivazione lo scandalo di molti.
Non so dirvi quanto quest’area dell’opinione pubblica potrà cambiare il nostro paese, anche l’esperienza di Grillo pare avere imboccato la sua parabola discendente. Tuttavia ho l’impressione che questa area sopravviverà anche a Girllo e che chi vorrà cambiare il nostro paese (se c’è qualcuno che vuol farlo) avrà bisogno di trovare il sostegno di costoro.

29 Novembre 2008

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