La nostra classe dirigente

La frequenza con la quale esponenti politici vengono coinvolti in inchieste e processi ha spesso suscitato l’indignazione di ampia parte dell’opinione pubblica. Il fatto che il nostro Presidente del Consiglio (che però se l’è cavata con il Lodo Alfano), così come svariati Presidenti di Regione, siano sotto inchiesta fa avvampare molti di noi. Niente in contrario, anzi la stessa indignazione è anche la mia e d’altra parte i politici sono pagati con i nostri soldi, rendendoci particolarmente odioso il fatto che sfruttino la situazione per delinquere. Tuttavia spesso ci dimentichiamo che la politica non è certo l’unico ambito della vita pubblica sul quale la magistratura abbia avuto spesso molto da ridire.
La nostra finanza si è costruita negli ultimi anni su banchieri come Fiorani, Consorte e altri, che hanno fatto la spola con le aule di tribunale. Il Presidente attuale del Consiglio di Sorveglianza di Mediobanca, una delle cariche più importanti della finanza italiana, è Cesare Geronzi che è giunto a questa carica pochi mesi dopo essere stato condannato per bancarotta nel crac Italcase ad un anno e otto mesi di reclusione.
Uno dei più grandi immobiliaristi italiani è quel Salvatore Ligresti i cui rapporti con la giustizia sono sempre stati ampi e continuativi con una condanna ai tempi di Tangentopoli, ma questo non gli ha impedito di entrare sia nel gruppo RCS che recentemente in CAI. Gli scandali nei quali è stata coinvolta la Impregilo SpA (il più grande gruppo italiano di costruzioni) sono innumerevoli (ultimo quello dei rifiuti a Napoli).
E’ però ancora più significativa l’intensità dei rapporti con la giustizia della famiglia della Presidentessa di Confindustria Emma Marcegaglia. Il padre, Steno Marcegaglia è stato condannato nel 2006 nell’ambito del processo Italcase (lo stesso di Geronzi, ma guarda…); invece il fratello Antonio ha patteggiato quest’anno 11 mesi di reclusione per le tangenti di Enipower. Recentemente anche i giudici svizzeri hanno messo sotto inchiesta la società della leader degli industriali per un giro di soldi transitati su conti alle Bahamas.
Come si fa, in tutta franchezza, a non chiedersi se può essere credibile una classe dirigente simile che entra e esce di galera come una massaia dal supermercato? Voi investireste in un paese diretto da un gruppo di personaggi simili?

14 Novembre 2008

Un solo commento. a 'La nostra classe dirigente'

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  1. Bruno afferma:

    Se entrassero in galera, seppure per uscirne dopo un annetto, sarei addirittura contento. Il guaio è che non ci entrano proprio, in carcere.

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