Si vive per queste emozioni

Mercoledì sera il nostro Capitano commentava così, con un po’ di commozione, la serata di Real-Juve. Ha ragione, è proprio così: sono emozioni limpide, cristalline ed eterne. Non c’è il rischio che il tempo le scolori, renda l’emozione di ieri la delusione dell’oggi, comunque vada la doppietta di Del Piero c’è, e tra 20 anni si parlerà ancora con entusiasmo di quella volta che la Juve ha vinto al Bernabeu e chi non c’era invidierà chi c’era e ha potuto vedere questo evento. Per questo forse il calcio è il rifugio dei nostri cuori che troppe disillusioni hanno fiaccato.
L’incontro iniziava subito con il Real proiettato in avanti, eppure quando mettevamo il naso dalle parti di Casillas facevamo paura alle merengues. Poi giungeva il Capitano che si incuneava nella difesa madridista e con una frustata mancina spolverava l’angolino. Non ci si poteva credere, la Juve in vantaggio, ma era ancora lunga… Subito dopo Sergio Ramos si faceva molti amici juventini colpendo con la ciabatta un pallone che aveva già scritto sopra “gol” e che invece scappava via beffardo. Il Real ferito si dibatteva con rabbia ma anche noi facevamo male quando capitava. Drenthe costringeva Mellberg a ricorrere ai superpoteri ma alla fine Olof conteneva più che validamente l’olandese mentre Van Nistelrooy ci faceva correre qualche spavento ma poi andava spegnendosi.
Quando poi Momo decideva di ignorare la zazzera bionda di Pavel per andare a cercare un fallo dal limite volando sulla gamba di Cannavaro, pareva che avesse fiutato che il piedino di Alex era pronto. Il Capitano prendeva la mira e scoccava una freccia avvelenata che si conficcava di nuovo al centro del bersaglio. Non ci ripoteva credere, 2 a 0. I minuti alla fine scorrevano al rallentatore, la nostra area si trasformava in una piscina nel quale i madridisti si esibivano ma l’arbitro non cedeva alla tentazione ed alla fine per poco Alex non faceva anche il terzo. E poi era finita. Che bello! Appena ripreso dalla sbornia per la vittoria arrivava la matematica certezza della qualificazione agli ottavi.
Due anni fa eravamo ultimi in Serie B ed oggi siamo negli ottavi di Coppa dei Campioni. Non ci sono parole. C’è solo una grande emozione che ancora fa fatica a trasformarsi in parola.

7 Novembre 2008

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