Il calcio dopo Calciopoli

Ho trovato singolare l’indifferenza dei mezzi di informazione e degli addetti ai lavori nei confronti delle vicende del signore di Modena che la settimana scorsa è stato preso a sassate in testa da un gruppo di tifosi del Bologna, rimanendo per parecchie ore in coma e rischiando di allungare la sequenza delle vittime del nostro Campionato di calcio. Forse è un caso o forse no che l’episodio sia stato in tutti i modi celato e sminuito, e che anche chi in altre occasioni ha chiesto la sospensione del Campionato non si sia nemmeno preoccupato di dare notizia del fatto che il signore di Modena fosse fuori pericolo. Sicuramente è da settimane che va in scena la rappresentazione di un Campionato aperto e democratico nel quale l’Udinese ed il Napoli si contendono la testa della classifica e tutto questo, secondo molti pareri espressi in questi giorni, grazie a Calciopoli che ha estromesso dal Calcio il suo cancro e ha riconsegnato il calcio alla sua essenza più vera. Forse avrebbe rovinato la festa l’ennesimo episodio di violenza, l’ennesima vittima del mondo corrotto delle società calcistiche e dei loro rapporti ambigui con le tifoserie violente. Anche questo però probabilmente dopo Calciopoli, secondo l’opinione comune, non esiste più ed è meglio oscurarlo. A qualcuno potrebbe anche venire in mente che è una strana coincidenza il fatto che anche questa vicenda, come quelle che portarono alla morte di Gabriele Sandri e di Matteo Bagnaresi, sia nata da un’aggressione deliberata su tifosi juventini, non in grado di reagire. Forse speculare, come si è fatto, sul vittimismo delle tifoserie calcistiche non è stata un’azione così intelligente ma magari si tratta di casualità, sulle quali sto qui a dilungarmi solo per pruriginosa malizia.
Intanto in un articolo su Repubblica di qualche giorno fa Michele Serra, uno dei feddayn della Calciopoli purificatrice, bolla come adoratori della slealtà coloro i quali avanzano l’ipotesi che Moggi fosse un capro espiatorio. Io mi limito a registrare come tutto, ma proprio tutto, il resto del calcio sia rimasto quello che era, senza eccezioni. L’unico epurato è stato Moggi (oltre a Giraudo) e le capacità che avrebbe avuto Moggi, da solo, di condizionare e corrompere, tutto il mondo del calcio è degna davvero di una serie dei fumetti Marvel. Chi si accorga che la realtà, anche se calcistica, non è comunque un fumetto, si può permettere di pensarla diversamente, magari ricordandosi di come l’anno passato un Campionato stravinto dalla Roma è stato invece assegnato ad altri. Probabilmente però Michele Serra pensa ancora che, come scrisse tempo fa del Campionato dopo-Calciopoli “la questione arbitrale consta soprattutto di un caotico (e illeggibile) cumulo di errori sparsi a pioggia quasi ovunque. L’ esatto rovesciamento delle precedenti trame”… L’idea che prima il calcio italiano fosse manovrato come una marionetta dai fili di Moggi ed oggi invece sia libero come una farfalla mi pare suggestiva ma evidentemente gode ancora di vasto credito. Probabilmente è la stessa idea di chi ci spiegò che Craxi incarnava il male assoluto e mandando in galera lui l’Italia sarebbe stata finalmente pulita. Poi è arrivato Berlusconi guardacaso…
Intanto le prime udienze del processo Calciopoli hanno visto l’esibizione di grande competenza dei PM che, in particolare nella persona di Narducci, hanno tenuto a precisare che “i fatti sostengono che non e’ vero che tutti i dirigenti delle societa’ calcistiche chiamavano Bergamo Pairetto, Mazzini e Lanese. Gli unici a parlare con questi personaggi erano Moggi, Giraudo, Foti, Lotito, Andrea e Diego Della Valle”. I casi sono due: o le telefonate tra Facchetti e Pairetto che tutti i giornali hanno riportato sono false oppure il PM Narducci non legge i giornali. Dove starà la verità? Mah…

10 Novembre 2008

2 commenti a 'Il calcio dopo Calciopoli'

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  1. Andrea G afferma:

    Dall’america di apprende che Batman sta per essere ucciso (o forse solo perduto (per sempre)?). Dietro questa trama c’è la volonta di tornare a far vendere qualcosa che non vende più. Monotono. Moggi. Qualcosa che era stato tentato di comprare senza successo, forse con baldanza. Forse con “sbruffonaggine”. Forse. Narducci direbbe che non sono i giornali a “fare la verità”, ma spesso la costruiscono bene….. molto meglio della realtà.

  2. miki foggia afferma:

    “Piaccia o non piaccia”, farsopoli 2006 la presa in giro degli Italiani è come chi:
    Chi caga sotto a’ neve, pure si’ fa a buca e poi jea copre, quando la neve se scioje la mmerda viè sempre fori.(T. Milian)……..”piaccia o non piaccia”

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