L’informazione sul clima

Mentre divampa la polemica tra Italia e Europa sulla questione del piano 20-20-20 si scatena la grancassa della propaganda per convincere gli italiani che non stiamo facendo noi una figuraccia di fronte all’Europa ma è l’Europa che sta facendo una figuraccia di fronte agli italiani. Venerdì sera il Tg2 inseriva un servizio strategico sul cambiamento climatico nel quale spiegava che lo scioglimento del polo offre numerose opportunità quali la scoperta di nuovi giacimenti di gas naturali e poi il risparmio per i trasporti navali legati all’apertura del passaggio a Nord-Ovest. Invece il Tg1 di Domenica alle 13.30 apriva con un lungo servizio in cui venivano riportate per parecchi minuti tutte le giustificazioni del caso alla posizione del governo, la conferma che il governo non è isolato in Europa, senza ovviamente specificare chi lo spalleggia quanto e perché, e lasciando le repliche a 10 secondi nei quali Bersani si esprimeva con una moderazione degna di miglior causa. Perfino un personaggio sepolto negli anfratti della politica come Rosa Filippini viene riesumata per dire sul Corriere che bisogna rinegoziare i criteri del 20-20-20. Si riscopre addirittura che Prodi ha un fratello che si esprime dicendo che il Protocollo di Kyoto è da riscrivere. Insomma il meglio del peggio del nostro giornalismo è all’opera.
E’ passata invece opportunamente sotto silenzio la notizia che il “Gruppo Europeo dei Dirigenti d’Impresa” ha espresso un punto di vista molto diverso in merito, esprimendo un pieno consenso per gli obiettivi di contenimento dell’emissioni. C’è quindi una classe dirigente che riesca a guardare più lontano del proprio naso, naturalmente non in Italia.

21 Ottobre 2008

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