Ci va bene così

Provate ad immaginare che qualcuno vi dica che in paese generico, tipo il Kenesostan, si siano svolte le elezioni. Supponiamo che vi dicano che uno dei candidati (non importa se di destra o sinistra) è un uomo che si candidava per la quinta volta a guidare il paese e che nel passato già per due volte aveva governato, l’ultima tra l’altro in anni recenti, dal 2001 al 2006. Supponiamo infine che vi annuncino che questo signore ha avuto ieri un nettissimo successo elettorale. Che immagine avreste di un paese così? Forse di un paese in crisi? Forse di un paese in declino? Forse di un paese insoddisfatto della sua classe politica? Direi proprio di no. Per quanto mi riguarda l’impressione che ne avrei è di un paese che gode di un benessere sufficiente o, tuttalpiù, che non chiede granché più di quello che ha.
Per questo continuo a pensare che alla fine l’Italia ci va bene così, perché è come siamo noi, perché ci riconosciamo di più nell’Italia così com’è che in quei modelli mitteleuropei o anglosassoni che qualcuno ci vorrebbe propinare. Questo vuol dire declino? Pazienza, sarà un declino fisiologico. Preferiamo illuderci di una “italian way” al ventunesimo secolo piuttosto che rincorrere modelli altrui che cozzano contro le nostre abitudini consolidate. Certo magari mugugniamo, ci lamentiamo ma preferiamo la via già nota, piuttosto che l’incerto, l’azzardo.
Io credo che molti di quelli della mia generazione, che hanno vissuto Tangentopoli durante una fase di giovanile entusiasmo della propria vita, erano intimamente convinti che con la fine del monopolio politico della Democrazia Cristiana saremmo diventati un paese nuovo, con una classe politica efficiente ed in continuo ricambio, che avrebbe trainato il paese verso modelli che sapevano di modernità. Abbiamo continuato a pensarlo ancora per molto, nonostante tante cose ci invitassero a vederla diversamente. Forse oggi è caduta anche l’ultima illusione.

15 Aprile 2008

2 commenti a 'Ci va bene così'

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  1. cri afferma:

    Non è bello, essere disillusi alla nostra età. Certamente non è facile continuare a sperare che possa cambiare perchè i dati ci confermano numeri e scelte, ma secondo me, queste ultime, purtroppo, sono ancora affidate ad una consistente fetta di elettorato che vota senza conoscere bene chi vota, quale effetto darà il proprio voto nello scenario finale dell’elezione stessa, poichè destina la propria crocetta a quel qualcuno che ha gridato solo più degli altri, senza avere invece maturato una coscienza sociale, civica che sarebbe doveroso maturare per eleggere la classe politica di un paese europeo. Forse, se venisse prima la presa di coscienza, la paura di cambiare, di azzardarci a tentare la strada nuova non sarebbe così influenzabile dalle grida forti della piazza pre-elettorale.

  2. Andrea afferma:

    Nessuno sbaglio, nessun broglio: hanno votato chi volevano per davvero!
    Ho fatto un volantino che ho stampato a mie spese e distribuito con l’aiuto di pochi amici, qualche giorno prima delle elezioni.
    Nessun trucco, nessun fotomontaggio: c’erano fascisti, mafiosi, papponi, puttanieri e mignotte. Tutti candidati.
    Ciarrapico e la Mussolini che salutavano romanamente, l’ipocrita Andrea Verde (che conosco di persona), un pervertito sessuale, attore e produttore di film porno schierato in difesa dei valori cristiani, il mafioso Dell’Utri condannato a 9 anni per mafia, il gen. Speciale che usava l’aereo della GdF per i fine settimana in montagna, l’autoreggente Brambilla, la pornostar Federica Zarri, le veline Carfagna e Noventa ed il mortadellaro Strano che bivacca al senato. Il titolo del volantino era: “Vogliamo davvero eleggere questi candidati?”. Ebbene, gli italiani hanno tolto il punto interrogativo e hanno messo quello esclamativo: SONO STATI TUTTI ELETTI!

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