Il referendum che nessuno comprende

Ho trovato su un sito dell’Unione Europea un interessante sondaggio svolto in Irlanda su quello che c’è dietro al voto che ha bocciato il Trattato di Lisbona. Il sondaggio sfata molte interpretazioni superficiali dell’esito negativo del voto: in realtà l’anti-europeismo e la difesa dei valori cattolici, ai quali molti commentatori hanno collegato l’esito sembrano aver influito in modo trascurabile ed anche la paura di perdita di sovranità non è stata la causa principale. Alla fine sembra che una buona parte di quelli che hanno votato no, lo abbiano fatto semplicemente perché non avevano compreso il significato del Trattato di Lisbona. In effetti se si pensa alla realtà italiana non possiamo certo dire che ci sia un’ampia informazione sul Trattato. E’ pur vero che in Italia non c’è stato un referendum di approvazione, ma è comunque un trattato che il nostro paese ha sottoscritto ed al quale è legato il futuro democratico del nostro paese. Io stesso sono stato certo negli ultimi mesi più informato del delitto di Garlasco che del Trattato di Lisbona e qualche settimana di campagna elettorale non può cambiare mesi di assenza di ogni genere di riferimento dai mezzi di informazione.
Per provare, nel mio piccolo, a compensare l’assenza dei mezzi di informazione, provo a segnalarvi una sintesi del Trattato tratta dal sito dell’Unione oltre che il testo completo del Trattato. Ho fatto davvero fatica a trovare voci contrarie al referendum che non fossero farneticanti, ho trovato questo che almeno fa un po’ riflettere. Per il resto ho trovato un’interessante intervista in merito.
L’impressione generale è che comunque l’Europa sarebbe un Unione politica e democratica da tempo e potremmo anche discutere di come migliorare le sue istituzioni, se i dubbi su come farla non si saldassero ogni volta con i dubbi sul se farla, facendo naufragare ogni passo avanti. D’altra parte la storia del progressismo è una storia di divisioni tra progressisti moderati e progressisti radicali che favoriscono i conservatori.

15 Ottobre 2008

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