La guerra è brutta, d’accordo, ma quindi che fare?

volto-della-guerra.pngDurante il concerto del primo maggio Valerio Lundini e il gruppo VazzaNikki hanno intonato dal palco una canzone curiosa dal titolo “La guerra è brutta”, curiosa perché prendeva in giro la retorica pacifista, che è una cosa piuttosto rara, soprattutto su un palco simile. Suona strano che sia successo ed è stato talmente strano che in pochi hanno capito che si trattava di una presa in giro, di una presa d’atto di quanto vuote e velleitarie spesso sono le parole, gli slogan, i refrain che risuonano in simili manifestazioni a proposito di pace e guerra. E in effetti spesso, non solo nelle manifestazioni pacifiste, ma anche nel dibattito pubblico, si parla di guerra come se fosse un cancro che nasce chissà dove, come se agire contro la guerra fosse come trovare il farmaco che ne impedisce la diffusione (suggerisco la lettura di un interessante articolo apparso su Valigia Blu sul tema). Anche quando si raccontano conflitti come i tanti che qua e là si concretizzano nel mondo li si presenta spesso come esplosioni di violenza nate chissà dove. Si riesce con difficoltà ad uscire da una dimensione puramente etica (”La guerra è brutta”, “La guerra è sbagliata”, “Dobbiamo volere tutti la pace”, ecc). In realtà la guerra non è un cancro, non è un virus che si diffonde, di cui ancora non abbiamo trovato il vaccino, è semplicemente la più grande e organizzata forma di violenza e, come succede all’interno delle nostre società, la violenza è sempre pronta ad esplodere nelle forme più imprevedibili. Uno dei grandi interrogativi della guerra in Ucraina è appunto perché sia nata proprio oggi. C’è chi sostiene che sia stata causata dall’espansione della NATO ad oriente, ma si dimentica che negli ultimi 13 anni è entrato nella NATO solo il Montenegro e non credo possa essere stato un elemento decisivo. Altri sostengono che invece Putin ha cercato, come tanti dittatori, di rinsaldare la sua posizione di potere magari messa in pericolo anche delle sue presunte precarie condizioni di salute. Altri ancora vedono nella prospettiva di declino della domanda di combustibili fossili, dovuto al cambiamento climatico, la ragione dell’avventurismo di Putin. Quello che è certo è che la guerra nasce per la decisione di qualcuno, che è la conseguenza di un insieme complesso di fattori che nessuno può controllare e non serve a molto parlare di pace, sventolare la bandiere iridate, fintanto che nel mondo c’è qualcuno che delle nostre parole e delle nostre bandiere se ne infischia, pensa alla guerra come ad un modo per risollevare le proprie fortune e ha potere e risorse economiche per farla. E allora dobbiamo provare a sganciarci dalla logica delle nostre società moderne e progressiste dove una bandiera o un discorso contano (o almeno siamo convinti che contino) e a pensare con la mente di un dittatore che controlla pienamente l’opinione pubblica del proprio paese (e se qualcuno è fuori controllo finisce in galera). Cosa può indurre un personaggio simile a non fare una guerra? Le manifestazioni? Le bandiere? Il dissenso? Credo proprio di no, L’unica cosa che può dissuaderlo è il concreto rischio di perderla, militarmente o in altro modo. Per questo è importante, vitale, per il nostro mondo, così come lo conosciamo, che ci mettiamo nella situazione in cui un dittatore che voglia fare la guerra, così come accadde a Hitler e Mussolini, abbia buone probabilità di perderla. Non abbiamo certezze sulla lucidità di pensiero di un dittatore e non possiamo escludere che una guerra alla fine la faccia lo stesso, prigioniero della propria illusione di onnipotenza, ma non riesco a non pensare che se Putin non avesse previsto divisioni, incertezze, debolezze nella risposta dell’occidente alla sua guerra (che in parte si sono verificate), avrebbe probabilmente desistito dal suo proposito e uomini, donne e bambini morti in Ucraina in queste settimane, sarebbero ancora vivi e in buona salute.
peace-sign.jpgAd oggi l’unico modo però per dissuadere un dittatore (o chiunque altro) dall’iniziare una guerra è appunto comporre una risposta solida della comunità internazionale. Ma quali certezze possiamo avere circa la solidità della risposta, se l’unica istituzione che possa comporre questa risposta è l’ONU paralizzata dal diritto di veto? Se quindi vogliamo ragionare seriamente su come prevenire nel futuro una guerra dobbiamo capire che è fondamentale metterci nella condizione di poter reagire in modo forte e unitario, come Italia, come Europa, come Mondo, ad ogni violazione del diritto internazionale (naturalmente non solo a quelle di dittatori sanguinari ma anche di democraticissimi governi o presidenti). Per farlo serve qualcosa che assomigli ad una democrazia sovranazionale (che non è lo strapotere degli Stati Uniti per chiarirci) che si dia delle regole comuni da applicare sia agli altri che a sé stessi, che abbia una forza di deterrenza tale da poter mettere nelle condizioni di non nuocere chi abbia intenzione di farlo, serve un meccanismo di intervento che riceva la più ampia legittimazione e che sia in grado di prevenire i conflitti o comunque farli cessare e serve ovviamente la progressiva riduzione degli arsenali nucleari. In questi giorni l’Unione Europea ha avviato la procedura di revisione dei trattati che dovrà portare a superare alcuni dei limiti nel processo decisionale delle sue istituzioni (in particolare l’unaminismo), in modo da assomigliare di più ad una democrazia. E’ un passettino, di fronte ad una lunghissima marcia che il mondo deve fare per essere un luogo in cui cose come Bucha non accadono più, ma mi dà un briciolo di speranza che qualcuno abbia capito che questa è la direzione. E’ un cammino lunghissimo di cui nessuno di noi forse vedrà la fine, ma se perdessimo un po’ meno tempo a sbandierare il nostro vessillo di atlantisti o anti-americani e lo usassimo per immaginare il mondo del futuro vedremmo che solo alla fine di questo cammino c’è un mondo in cui guerre e conflitti possano diventare solo un brutto ricordo del passato.

25 Maggio 2022

Non ci sono ancora commenti ma sicuramente tu avrai qualcosa da dire...

Dì la tua

Emergenza Covid-19

Ultimi interventi

Archivi

Categorie

Pagine varie

I miei posti preferiti

I miei blog preferiti

Feed su RSS

Meta

Technorati

FB NetworkedBlogs