La maturità su un campo da calcio

zaniolo-mourinho-abisso-roma-genoa-768x432.jpgHo sentito con qualche giorno di ritardo quanto l’allenatore della Roma Mourinho ha dichiarato alla conclusione di Roma-Genoa all’indirizzo dell’arbitro Abisso, accusandolo di “immaturità” per avere espulso il giocatore Zaniolo che lo aveva inseguito rivolgendogli tre volte la frase “Che caxxo fischi, arbitro?” (lo trovate qui a partire dal minuto 7). L’uso dell’espressione “maturità” è stato ciò che mi ha più colpito delle dichiarazioni di Mourinho. Sarà forse perché ai primi posti della classifica delle cose che mi hanno più aiutato, in vita mia, a maturare, è stata proprio l’esperienza che ho fatto nel ruolo di arbitro. Forse la visuale che si ha del calcio quando lo si vede dal punto di vista di chi gioca può indurre a sottostimare questo aspetto, ma vi assicuro che aiuta molto a maturare dover tenere a bada per un’ora e mezza da solo ventidue ragazzotti in perfetta forma fisica e con quoziente intellettivo medio piuttosto basso che non hanno poi tutte queste buone ragioni di non spaccarti la faccia se decidi quello che loro non vogliono. Anche a me è capitato tante volte di essere rincorso da ragazzotti con la stessa muscolatura e lo stesso sguardo arrogante di Zaniolo che mi urlavano “Che caxxo fischi” e il mio sguardo fermo e i maledetti cartellini che avevo in tasca erano le uniche due cose che mi facevano sperare non mi avrebbero tirato un cazzotto. Probabilmente anche ad Abisso è capitato quello che è capitato a me quando arbitrava sui campi di provincia e come me ha imparato ad usare e a dosare le due armi che ha a disposizione. Magari si aspettava però, arrivato in serie A e trovandosi di fronte a superprofessionisti che aspirano a diventare dei modelli per milioni di persone che seguono il calcio, di essersi lasciato queste situazioni alle spalle. E invece no, e invece, ecco che, proprio come nei campetti fangosi di periferia, anche negli stadi di Serie A Abisso si è trovato di fronte agli stessi isterismi, alla stessa arroganza e ha fatto quello che ha imparato a fare ed è giusto fare, perché il regolamento è lo stesso ed è giusto sia lo stesso dalla Terza Categoria alla Serie A.
capri-proteste-arbitro.jpgQuando penso all’immaturità penso a professionisti milionari che reagiscono alle decisioni dell’arbitro come bambini a cui hanno sottratto un giocattolo, penso ad altri professionisti altrettanto milionari, con l’aggravante di avere pure i capelli bianchi, che difendono i primi con la stessa protervia con cui i genitori, convocati perché il figlio è stato sospeso per aver insultato un insegnante, dichiarano: “Eh, beh? Non ha mica dato fuoco alla scuola”. Trovo invece molto maturo quello che la controparte arbitrale fa, ovvero tirare dritto per la propria strada, senza degnare di replica gli uni e gli altri.

14 Febbraio 2022

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