L’informazione oggi (seconda parte)

Se un giorno qualcuno dovesse studiare il modo di fare giornalismo nell’Italia degli anni zero sicuramente studierebbe con attenzione la puntata di Porta a Porta che ha visto ospiti Di Pietro, Bindi e Gasparri e che è riprodotta qui e qui. Si dice comunemente che il giornalista dovrebbe essere il cane da guardia della democrazia, non tutti, anzi pochi, riescono ad interpretare questo ruolo con indipendenza, senza la tendenza a schierarsi, ad essere aggressivo solo con una parte politica, solo con uno schieramente. Ma solo Bruno Vespa ha una tale sfrontatezza da sovvertire il suo ruolo fino a fare di sè il cane da guardia non della democrazia, ma del potente di turno. La sua appassionata difesa del povero Silvio vittima delle toghe rosse, che per qualche tono mi ha ricordato un po’ il Processo di Frine, riassume in sé tutta la peggior tradizione di servilismo del giornalismo italiano del quale Bruno Vespa rappresenta il vessillifero, fin dai tempi in cui La Malfa nel ‘92 lo accusava in diretta al TG1 di aver fatto la campagna elettorale per la DC. Passano i tempi, i governi, i potentati, passano i padroni ma Vespa rimane sempre lì nella sua cuccia, pronto a ringhiare a difesa di chi gli dà da mangiare.

Qualche mattina fa sentivo a RAI news un’intervista nel quale il direttore Mineo intervistava tale Mazzucca parlamentare Pdl ex-giornalista (a proposito di giornalisti indipendenti…). Mineo citava le dichiarazioni del Presidente del Consiglio che censurava la manifestazione del 25 Ottobre ricordando che anche la coalizione di centro-destra aveva manifestato in piazza contro il governo Prodi, e per di più con toni decisamente apocalittici aggiungo io. Mazzucca divagava tirando in ballo questo e quello episodio ma sostanzialmente non rispondendo. La cosa finiva lì ovviamente, sempre per la compiacenza verso i potenti che è nel DNA dei nostri giornalisti. Io vorrei, anche solo una volta nella vita, sentire un giornalista che di fronte alla risposta evasiva di un politico dicesse semplicemente: “Scusi, onorevole, Lei non ha risposto alla mia domanda. Gliela devo rifare?“. Sarebbe cacciato dalla RAI? Probabilmente sì, però avrebbe stabilito un record, una primogenitura, come il primo uomo sulla Luna, il primo giornalista italiano con gli zebedei…

13 Ottobre 2008

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