Arrivederci divano

A casa mia c’è un divano. E’ un divano un po’ datato ma molto comodo. Dal divano si vede uno splendido panorama sulla città di Torino e, dietro di essa, sull’arco alpino. Il divano è sistemato nelle vicinanze della tv e spesso mi ci sdraio per guardare la partita o un film.
Sabato 11 Ottobre nelle piazze di molte città, tra le quali la mia, si raccoglieranno le firme per il referendum contro il cosiddetto Lodo Alfano. Il tentativo è sicuramente azzardato. Una gran parte dell’opinione pubblica è contraria alla legge e sicuramente la maggioranza degli italiani voterebbe contro ma è altamente probabile che i sostenitori della legge invitino al boicottaggio delle urne ed in quel caso il quorum, necessario per la legittimità del voto, sarebbe molto difficile da raggiungere. Una sconfitta sarebbe benzina sul fuoco della propaganda filogovernativa ed un colpo fatale a chi vi si oppone. Le firme sono raccolte da un lato da Di Pietro, personaggio non proprio raffinato e spesso incline a rimangiarsi quello che promette, dall’altro dalla sinistra radicale che continua a rimanere ingabbiata nella sua cronica ambiguità sulla contrapposizione tra capitale e lavoro. Altri elementi da considerare sono anche che il divano, oltre che essere comodo, è anche situato al caldo del mio salotto e l’aria dell’autunno, che comincia ad essere frizzante, non è la più accogliente per una passeggiata in Piazza San Carlo.
C’è però un problema. Il mondo non finisce domani: ci sono delle generazioni che si stanno affacciando o si affacceranno sul mondo e quando si guarderanno intorno e contempleranno il disastro che la mia generazione ha lasciato, io sarò ancora lì, anche se magari con qualche capello bianco in più. ”Cosa racconteremo ai figli che non avremo di questi cazzo di anni zero?” cantano i “Le luci della centrale elettrica“. Non so voi, ma io non me la sentirei di raccontar loro che mentre la classe politica si arroccava in una fortezza inespugnabile, mentre il cambiamento climatico sconvolgeva la vita di milioni di persone, mentre le tensioni sociali deflagravano in una crescente violenza, io me stavo tranquillo sdraiato sul divano. Anche per questo Sabato 11 Ottobre saluterò il mio divano, uscirò di casa, mi farò un giro per il centro, magari mi mangerò anche un gelato e poi apporrò la mia firma per il referendum sul Lodo Alfano. Per carità: nessun libro di storia ricorderà la mia azione, nessuna medaglia onorerà la mia memoria, forse quello che farò sarà stato inutile e non credo nemmeno che tutto ciò mi eviterà che le generazioni future mi sputino in un occhio. Ma almeno avrò l’illusione di non essermi meritato quello sputo.
Se volete sapere dove si firma nella vostra città potete trovare qui l’elenco. Se volete saperne di più provate qui.
Buon divano o buona piazza, a seconda della vostra scelta.

9 Ottobre 2008

6 commenti a 'Arrivederci divano'

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  1. cri afferma:

    Buona piazza!
    Buona Piazza!
    BUONA PIAZZA!

  2. Andrea afferma:

    Alziamoci dal divano anche SABATO 25 OTTOBRE: andiamo a Roma a dire che non basta essere MINORANZA, bisogna fare OPPOSIZIONE!

  3. Bruno afferma:

    Sono andato a firmare ieri. Alle 19 c’era la coda e chi raccoglieva le firme era esausto. Mi ha detto che la raccolta ’sta andando molto bene’. Speriamo.

  4. Coloregrano afferma:

    Ehi, Bruno. Mi hai dato una buona notizia!! E’ una rarità di questi tempi…

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