E il capro espiatorio è…. l’Europa!

europa-e-covid-19.jpegNegli ultimi giorni la crisi del Covid-19 ha rimesso sul banco degli imputati un capro espiatorio buono per tutte le stagioni, l’Europa. In pochi giorni due dichiarazioni di altrettanti leader delle istituzioni europee hanno suscitato un vespaio di polemiche e non solo i sovranisti di professione ma anche chi non lo è di solito è salito sulle barricate contro l’Europa, accusata di essere “egoista”. La prima dichiarazione è stata una uscita un po’ troppo prudente di Christine Lagarde, da poco alla guida della BCE, che ha messo i puntini sulle i rispetto all’intenzione della BCE di venire in soccorso dei paesi che si indebiteranno per far fronte all’emergenza, dichiarazione prudenziale che poi è stata circostanziata e chiarita. La seconda è stata una dichiarazione altrettanto prudente della Presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen che, di fronte agli appelli agli Eurobond, ha chiarito che “Il termine corona bond è attualmente uno slogan. Dietro ad essa c’è la questione più grande delle garanzie. E qui le riserve in Germania, ma anche in altri Paesi, sono giustificate“, che personalmente leggo come “Bisogna capire di cosa stiamo parlando perché il diavolo è nei dettagli” ed infatti poco dopo anche qui è arrivata la precisazione che la dichiarazione non intendeva escludere la possibilità, ma solo specificare perché è necessario intavolare un negoziato per arrivare ad una simile soluzione. Sarebbe stato tutto chiaro e tutto sistemato non fosse per il fatto che, nell’affannosa ricerca di un capro espiatorio una parte dell’opinione pubblica italiana l’ha trovato, come già spesso in passato, nell’Europa. E allora ecco uno scatenarsi di attacchi feroci contro i personaggi in questione e le istituzioni europee in generale. Ecco riapparire il sovranista dal volto umano Frattini che in un lungo comizio a SkyTG24 lancia le sue invettive contro l’Europa. Ma anche quando a parlare sono gli europeisti il messaggio viene distorto, è il caso del deputato francese europeista Raphael Glucksmann che in un’intervista apparsa sul Corriere della Sera dice cose illuminanti come: “Non si può più restare a metà strada. L’Unione Europea esiste oggi quanto basta per prendersi le colpe quando non affronta i problemi. A ogni crisi i singoli governi si riprendono i poteri. Con i risultati che stiamo vedendo“. Peccato che il titolo sia: “Ho vergogna per quest’Europa avara con l’Italia anche a parole“. Non poteva mancare il solito sindaco che, anche in una situazione drammatica come questa, usa la sua carica per mettere in scena pagliacciate buone ad ottenere visibilità. Insomma, è difficile dire il motivo ma sembra che il sovranismo si stia diffondendo più velocemente del Covid-19 nel nostro sistema mediatico. In questo difficile frangente il vicepresidente della Commissione Europea Dombrovskis ha trovato opportuno scrivere un articolo sul tema (pubblicato dal Sole 24 ore) sottolineando quello che l’Europa può fare e farà per coordinare gli sforzi dei 27 stati contro il virus. E tuttavia la maggior parte dei media ci parlano invece dei medici cubani, dei militari russi, degli infermieri cinesi (guardacaso tre paesi con un apparato di propaganda ben strutturato).
Non c’è nulla di nuovo in tutto ciò, sappiamo che il sovranismo si alimenta di un sistema informativo che dà risonanza ai suoi slogan più che ai fatti ma è uno dei tanti scogli che l’unione politica dell’Europa deve superare; è però chiaro che i movimenti di crisi sono quelli in cui più le persone si fanno trascinare dalla propria emotività ed il fatto che Orban abbia scelto questo momento per attuare l’attacco finale contro la democrazia in Ungheria ne è la conferma. Però se talvolta questa emotività genera passi indietro ferali altre volte è la premessa per passi avanti imprevedibili. Il fatto che anche in questo caso gli stati nazionali si siano palesementi dimostrati inadeguati ad affrontare in modo adeguato un’emergenza globale non può che rappresentare, in chi ancora ragioni, una molla per dare all’Europa la leva che abbiamo urgente bisogno abbia. In questo senso credo che i convinti europeisti abbiano una grande occasione per far sentire la propria voce e per fare dei passi avanti nell’edificazione di un’unione politica, sulle macerie della pandemia. Non aspettiamo che anche la prossima crisi travolga un continente diviso che procede in ordine sparso. Il momento per fare dei decisi passi avanti sulla strada della costruzione di istituzioni europee, finalmente in grado di affrontare in modo congiunto le prossime crisi, è adesso.

1 Aprile 2020

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