Il mio Papà

babbo.jpgDi Mio Papà non si può dire che non avesse molte qualità. Era dotato di un’intelligenza brillante che gli ha consentito un’apprezzabile carriera professionale, aveva una capacità empatica che lo rendeva una persona di piacevole compagnia e conversazione e lo faceva amare dalla stragrande maggioranza di coloro che ha conosciuto, aveva un profondo senso etico che lo induceva a non venir mai meno ai valori in cui credeva e a dormire lui, e far dormire noi, tranquilli la notte, aveva una misura nelle sue manifestazioni e nelle sue scelte che gli ha sempre permesso di mantenersi lontano da guai e pericoli e di condurre un’esistenza in definitiva felice e tranquilla.
Mio Papà era però soprattutto bravo a fare una cosa: mio Papà era bravo a fare il Papà. Aveva la capacità di trasmettere sempre affetto, anche nei momenti di rabbia e tensione: non c’è stato mai un momento nella mia vita di figlio, anche quelli in cui me lo sarei forse meritato, in cui l’ho sentito distante. Credeva, e dimostrava di credere, che i figli e la famiglia fossero più importanti di tutto il resto e ha sempre cercato di fare dell’attività di protezione dei figli dalle mareggiate della vita il suo compito principale. Non che non mi abbia lasciato sempre fare in autonomia le mie scelte, anche quelle più eccentriche, ma è come se fosse sempre lì, appostato dietro l’angolo, pronto a saltar fuori e farmi da scudo in caso di necessità.  E’ in definitiva stato un Papà che ha saputo farmi da guida e da scudo, come non riesco immaginare si possa far meglio. Eppure ha saputo lasciarmi andare quando l’ho voluto, forse anche perché sapeva che, anche grazie a lui, il mondo ormai non mi faceva più paura. Per quanto si possa cercare di capire il mestiere di genitore, solo quando lo si è fatto in prima persona si può capire quanto è difficile e, solo facendo il Papà ho apprezzato quanto straordinariamente bravi siano stati i miei genitori.
Oggi vivo il vuoto enorme che mio Papà ha lasciato in una girandola di pensieri e ricordi: le passeggiate nel bosco, le gite in bicicletta, i pomeriggi e le serate allo stadio, i tanti viaggi. E’ come se uno cercasse di aggrapparsi a questi ricordi per tenerlo ancora qua con sé. E’ sempre frustrante rendersi conto che tutte queste parole non le ho mai messe in fila quando mio Papà era in vita e avrebbe potuto ascoltarle, così come tante altre cose che avrei voluto dire e fare prima che fosse troppo tardi. Come vorrei oggi avere ancora cinque minuti della sua vita a mia disposizione per poterglielo dire. Purtroppo però oggi è oggi e tutto quello che posso ancora lasciare nella mia ideale bottiglia lasciata vagare per il mare dell’eternità è un autentico e profondo: Grazie, Grazie davvero, Papà

21 Settembre 2019

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