La nuova maschera del potere

bettino_craxi_e_giulio_andreotti.jpgAbbiamo conosciuto periodi in cui il potere politico, quello vero, quello che occupa i ruoli istituzionali della politica, non quello immaginario dei complottisti, stava al posto suo e lo occupava, più di oggi, con l’arroganza e la supponenza che sempre nei secoli il potete politico ha indossato, facendo sentire tutto il suo distacco rispetto al cittadino comune. Parlo degli anni ‘70 o ‘80, di Craxi e Andreotti. Era un potere che sfoggiava la propria distanza dai cittadini comuni come un bel vestito, e non è che si vergognasse più di tanto di mostrare le proprie collusioni con altri pezzi del sistema. Eppure, anche in quei periodi, mi è difficile ricordare un membro del consiglio di amministrazione della RAI scrivere a quattro mani con un esponente di spicco di un partito politico un articolo per una testata giornalistica che è percepita come organo di quello stesso partito. Ed invece un caso simile si è verificato nei giorni scorsi, quando il consigliere RAI Freccero e l’esponente del M5S Di Battista hanno scritto a quattro mani un articolo per il blog “beppegrillo.it” e non è forse casuale che un evento del genere succeda proprio oggi che invece il potere politico è tutto uno strizzar d’occhi e un dare di gomito verso il cittadino medio.
freccero-e-di-battista.jpgTemo sia proprio questa finta complicità ciò che suggerisce ad un uomo di punta della RAI l’opportunità di sedersi al tavolo con un politico di grido e scrivere insieme un bell’articolo. Ciò che in un contesto normale sarebbe percepito come un intollerabile promiscuità tra poteri la cui collusione è un obiettivo elemento di rischio della libertà di informazione, qui la si spaccia per una spensierata convergenza di pensiero tra due disinvolti interpreti dell’epocale cambiamento in atto. E infatti l’unico vero cambiamento epocale è in atto è proprio questo, che il potere ha scelto una diversa forma in cui proporsi, simpatica, empatica, popolare, dietro la quale si nascondono gli stessi comportamenti, la stessa strategia di occupazione a macchia d’olio delle istituzioni, la stessa arroganza nei fatti, ma mascherata dal volto sorridente e scanzonato di Di Battista, o dall’aspetto anticonvenzionale di Freccero.
angriness-about-politics.jpgA rendere ancora più paradossale la vicenda c’è il fatto che questi uomini di potere si incontrano per scrivere un articolo proprio contro il “potere”, acrobazia ancora più audace. Ma fa parte tutto di quell’operazione di continua dissimulazione e occultamento che è alla base della retorica populista. Parlo del “potere” finché non ce l’ho, dopodiché, quando lo ottengo, mi devo inventare un potere alternativo, oscuro, perché il discorso sul “potere” continui a funzionare. Completa il quadro poi il fatto che in questo articolo il paladino della libertà di informazione e del popolo sia Julian Assange. E se un uomo che è stato coinvolto attivamente nel Russiagate, di cui sono confermati i legami con l’entourage di Trump da una parte, col il governo russo dall’altra, nonché con il fronte politico pro-Brexit, è considerato il paladino della libertà c’è poco da stare allegri.
Non pensavo ci potesse essere nulla di più irritante dell’arroganza di Craxi, dello sguardo di supponenza di Forlani, e invece oggi scopro che c’è: è il sorriso da piazzista che maschera i fatti, è il volto di un potere nei fatti molto simile a quello di allora, ma che ha imparato a vendersi, e questo lo rende più sfrontato e quindi più pericoloso.

23 Aprile 2019

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