Pomeriggi nati male

Ci sono giorni nei quali i nodi vengono al pettine tutti insieme. Le carenze che la Juve si porta dietro dalla passata stagione e che rende ogni incontro contro squadre di mediobasso valore un lotteria. La linea Gussoni che continua a caratterizzare le performance arbitrali (come anche Inter-Bologna non ha mancato di ricordare). Il campo dell’Olimpico che è ormai diventato una savana più che un terreno erboso. Gli infortuni che decimano un organico che non può far fronte all’assenza contemporanea dei primi tre difensori centrali della rosa senza risentirne. I superprezzi previsti per la partita contro il Real Madrid che hanno notevolmente intiepidito l’ambiente che vuol bene alla squadra ma con i soldi degli altri. Tutte concause del disastro contro il Palermo.
Particolarmente strana pareva dall’inizio la disposizione in campo della Squadra con tre centrocampisti solidi ma poco fantasiosi: Marchisio, Sissoko e Poulsen; e con Giovinco che invece veniva messo a gravitare tra centrocampo e attacco in una posizione piuttosto ostica per il ragazzino. Non iniziava malissimo la Juve che un paio di volte si rendeva pericolosa ma al primo impatto con l’attacco del Palermo la difesa sbandava; De Ceglie confermava i suoi imbarazzi difensivi lasciando solo Cavani su cui salvava Gigi. Rimbalzo di Miccoli e gol dell’ex. La Juve sbandava e sembrava che la tela già calasse ma come Amauri inventava una percussione conclusa con un fallo dai difensori palermitani proprio nella posizione di Alex. Il Capitano trasformava sulla sinistra di Agliardi con un sapiente colpo di pennello. Poi ci si metteva Tagliavento, arbitro molto ortodosso alla dottrina Gussoni che prima graziava Carrozzieri che tratteneva lungamente Del Piero senza meritarsi un cartellino che invece Sissoko riceveva per un fallo normalissimo su Nocerino. Quando pochi minuti dopo lo stesso maliano interveniva in ritardo su Migliaccio, Tagliavento non mancava di mandarlo a farsi un giro. Niente di scandaloso per carità, però si trattava dello stesso arbitro che si era fatto notare nella stagione scorsa per avere concesso contro la Juve nella stessa partita a Cagliari tre rigori (di cui il più imbarazzante evitato grazie all’opportuno intervento di un guardalinee) e un espulsione (Zebina). Lo stesso Tagliavento avrebbe concesso all’Inter una delle innumerevoli vittorie arbitrali dello scorso campionato concedendo un rigore per “fallo di testa” in Inter-Empoli. Mentre questi pensieri passavano attraverso le bestemmie del pubblico dell’Olimpico, Mellberg era già sotto la doccia. Aveva infatti abbandonato il campo azzoppato dall’ennesimo infortunio muscolare che colpisce la Squadra.
La reazione veemente che ci si augurava per il secondo tempo rimaneva a casa ed a parte un paio di conclusioni di Marchisio e Amauri e qualche brivido della rattoppata difesa bianconera, gli unici momenti di adrenalina venivano da uno sgambettino a Del Piero (veniale) ed un mani di Carrozzieri (evidente) sui quali Tagliavento fingeva indifferenza. Gli spunti di Alex e Seba venivano spesso vanificati da rimbalzi del pallone che sembrava a tratti impazzire sulle zolle del campo appena arato dell’Olimpico. Anche l’ingresso di Mauro German non produceva effetti se non ricordarci che la condizione del “Camo” è veramente inguardabile. Siccome le brutte giornate non possono che finire in modo pessimo arrivava il contropiede che non ti aspetti ed il gol di tale Mchedlidze che forse ricorderà per sempre un giorno che invece io vorrei dimenticare presto.
Si finiva con fischi tonanti e con Nocerino che, ricordandoci quale delusione rappresenti l’essere ceduti dalla Juve, andava a festeggiare sotto la curva dei tifosi palermitani guadagnandosi razioni di fischi per le prossime apparizioni di fronte al suo ex-pubblico.
E’ stata sicuramente una Domenica che ha confermato tutta la difficoltà della Juve di creare gioco, di manovrare, di portare palloni ai suoi malinconici attaccanti. In altre parole una Domenica nella quale Ranieri ha dimostrato i suoi imbarazzi a trovare una soluzione all’enigma del centrocampo sul quale continua a pesare come un macigno la scelta estiva di rinunciare ad un centrocampista di presunta qualità. La Squadra ha sicuramente le risorse per risollevarsi da tutto ciò, specie se la sequenza degli infortuni avrà una fine. Certo l’impressione è che, come l’anno scorso, questa sia una squadra che può dare fastidio, che può togliersi delle soddisfazioni, ma non può andare troppo lontano.

7 Ottobre 2008

Un solo commento. a 'Pomeriggi nati male'

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  1. Bruno afferma:

    Balle… E’ che da quando vi hanno beccato non potete più rubare, e allora perdete! Forza vecchio cuore granata!

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