Sono strano

di-maio.jpgForse sono proprio io che sono strano. Mi viene questo dubbio perché vedo attorno a me persone, apparentemente simili, ma evidentemente molto diverse e, siccome sono la “maggioranza”, lo strano evidentemente sono io.
No, voglio dire. Io ho fatto recentemente altre scelte in termini elettorali, ma provo ad immaginarmi in un’altra veste. Provo ad immaginarmi, magari un po’ più giovane e sognatore, a sostenere la battaglia di un partito che annuncia un grande cambiamento per il paese. Sembra un’impresa irrealizzabile per un partito che all’inizio raccoglie pochi voti, ma piano piano i voti crescono e crescono e crescono e quel partito arriva ad un passo dal governo del paese, il “governo del cambiamento”, il “governo del popolo”, roba storica. Non è semplice neanche l’ultimo passo, per carità, ma dopo lunghe settimane di sofferenza, ecco finalmente la squadra dei ministri: non sto nella pelle, il cambiamento è lì dietro l’angolo, da domani inizia un’era nuova, facciamo la rivoluzione e….
No, non se ne fa niente. Non se ne fa niente? E perché? Perché l’ottantenne ex-boiardo di Stato che era stato indicato come Ministro dell’Economia non piace a Mattarella? Eh, beh. Ne nominiamo un altro. No, quello o niente… No, aspetta. Dopo anni di lotte, di volantini, di campagne elettorali estenuanti, di trionfi insperati, possiamo governare finalmente questo paese e ci fermiamo perché condicio sine qua non è il “vecchio ex-boiardo di stato” sia ministro?
No, dico, io non ce la farei. Io andrei in piazza sì, ma solo per protestare contro chi forse mi ha preso per i fondelli in tutti questi anni e si sta inventando clamorosamente una scusa per tirarsi indietro.
Ma… appunto. Sono strano…

27 Maggio 2018

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