Cittadinanza e Ius vari

cittadinanza-italiana1.jpgDa quando la maggioranza che attualmente guida il paese ha deciso di rivolgere la sua attenzione ai diritti di coloro che sono nati e cresciuti in Italia, ma da genitori di nazionalità non italiana, sul concetto di cittadinanza se ne sono sentiti di tutti i colori. Onde evitare di pronunciare parole in libertà, cerchiamo di capire cos’è la cittadinanza, perché è importante e perché va data o non data.
La cittadinanza è un concetto che nella società moderna ha sostituito quello di sudditanza, caratteristico del rapporto tra individui e sovrano nella società preottocentesca. Lì l’individuo era sottoposto ad una serie di doveri: riconducibili al pagamento delle tasse e al rispetto delle leggi e dei rapporti sociali. In cambio l’individuo veniva sì protetto, in certa misura, e tutelato, ma era una tutela che può essere concessa o tolta a seconda delle circostanze e dell’arbitrio di chi deteneva il potere. Nella società moderna si parla propriamente di diritti, come garanzie di cui l’individuo gode per il solo fatto di essere appunto cittadino. Il contratto tacito tra individuo e Stato garantisce l’individuo e garantisce lo Stato alle cui leggi ed al cui ordinamento l’individuo promette obbedienza. A differenza delle altre forme contrattuali però quello tra individuo e Stato è un contratto che è pressoché obbligatorio stipulare. Se nasci in un paese da genitori che hanno la sua nazionalità è ben difficile sottrarsi al contratto di cittadinanza, a meno che tu non ne acquisisca una di altro paese, processo comunque in genere non semplice. Non è un caso se gli stati di solito non lasciano a chi nasca nel proprio territorio una “opt-out”: accade perché per un paese è ben difficile far convivere cittadini con semplici abitanti del proprio territorio. I secondi rischiano di sentire come meno vincolanti le leggi e i rapporti sociali di quel paese e possono andare incontro ad un’emarginazione che determina alla lunga instabilità sociale. L’America delle Leggi Crow è un buon esempio di società moderna in cui vivevano sacche di cittadini senza diritti e non è solo per motivi umanitari che alla fine quel modello fu abbandonato.
Per questi motivi la società moderna tollera a fatica cittadini senza cittadinanza. La cittadinanza non è quindi un premio a chi si allinei a un certo modello culturale e sociale ma, al contrario, è un mezzo che uno stato utilizza per spingere gli abitanti del suo territorio all’adesione a quel modello.
ius-soli-cittadinanza.jpgIl caso dei migranti è un esempio di caso limite, perché non sono cittadini del paese che li ospita, ma, in questo caso, essi conservano la cittadinanza del paese di origine e considerano scientemente i minori diritti un prezzo noto da pagare per un migrante, controbilanciata dalla speranza di migliorare il proprio tenore di vita. Molto diverso però è il discorso che riguarda i figli di migranti nati e/o cresciuti nel paese in cui i genitori si sono spostati. Per loro non vale né la consolazione dell’avere volontariamente rinunciato al pieno status di cittadini, né un aggancio ad un paese di origine che magari nemmeno conoscono. Il loro status è, ad oggi, di cittadini di Serie B, penalizzati, rispetto ai propri vicini di casa o compagni di scuola, per il solo fatto che i loro genitori vengono da un altro paese. Partendo quindi dall’argomento tipicamente usato dagli oppositori del principio della concessione della cittadinanza a questa categoria di persone, ovvero che rischiamo di concedere la cittadinanza a persone che non hanno nulla a che fare con il modello culturale di riferimento in Italia, ci si rende conto che in realtà è vero il contrario. La cosa peggiore che possiamo fare è proprio lasciare le cose come stanno, lasciando queste persone nel loro status di inferiorità e votandoli all’emarginazione e davvero ad una tendenza al contrasto più che all’integrazione con il nostro sistema socio-culturale. Se qualcuno è spaventato dalla presunta eterogeneità di queste persone rispetto al nostro quadro sociale e culturale, lasciarli in uno stato di emarginazione rende questo rischio certezza.
Come in molti altri casi, anche in quello in oggetto, capire un istituto come la cittadinanza e un fenomeno sociale come l’immigrazione ha come immediata conseguenza la smitizzazione di molti degli slogan che certi strilloni ci ripetono quotidianamente e la comprensione dei motivi per i quali certi passi vadano compiuti quanto più rapidamente possibile.

14 Luglio 2017

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