L’effetto serra è una leggenda

Sta per succedere di nuovo: mancano pochi giorni e di nuovo ci troveremo ad augurarci di non dovere andare all’estero, di non dovere incontrare persone di nazionalità diversa dalla nostra, di non dovere di nuovo spiegare a chi viva altrove i comportamenti di chi ci governa, in breve ci troveremo di nuovo a dover provare la sgradevole sensazione di vergognarci di essere nati in questo travagliato stivale.
Il massimo rappresentante del nostro governo questa volta non racconterà barzellette di cattivo gusto, non insulterà politici di altri paesi, non rilascerà interviste in stato di ebbrezza, non parlerà di performance sessuali di ministri, non raccomanderà veline. Questa volta Il 15 Ottobre il nostro Presidente del Consiglio parlerà alla riunione dell’UE spiegando che per il governo italiano il contenimento dei gas serra non è una priorità. Mentre giunge la notizia che le emissioni di gas serra sono aumentate negli ultimi 7 anni 4 volte rispetto al decennio precedente, mentre le devastazioni causate dal cambiamento climatico infuriano, mentre intere isole si accingono a sparire, mentre l’America è spazzata da un numero ormai crescente di tornado al punto da mettere in dubbio che città come New Orleans possano avere un futuro, mentre ogni dato o aggiornamento (riassunto qui se non volete leggervi tutto il report) in merito non fa che aumentare la preoccupazione, il nostro governo fa addirittura un passo indietro sull’accordo 20-20-20 sottoscritto dal precedente governo insieme agli altri governi UE poco più di un anno fa. Questa posizione è già stata sostenuta con i corrispettivi europei dal ministro per le Politiche Comunitarie Ronchi, che ha affermato che l’accordo costa troppo ed in situazione di recessione non ce lo si può permettere e sarà confermato il 15 dal Presidente del Consiglio. Purtroppo ancora una volta continuiamo a non tenere in conto quanto costa il cambiamento climatico, né quanto costa all’Europa la dipendenza dai combustibili fossili.
Purtroppo questo è il livello di lungimiranza del nostro governo, ancora una volta dobbiamo sperare che il resto d’Europa ci salvi ed impedisca al nostro governo di fare danni anche al di fuori dei confini nazionali. Al momento fortunatamente sembra che la posizione dell’Italia sia isolata e che non avremo l’insensatezza di usare il diritto di veto. Insomma se va bene ci saremo solo dimostrati per l’ennesima volta un paese che vive alla giornata e che è soddisfatto di un governo da barzelletta.

1 Ottobre 2008

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