Solita RAI

Sabato sera la trasmissione del sedicente servizio pubblico televisivo sul campionato di calcio, Sabato Sprint, ha dato la solita dimostrazione di faziosità e militanza. Si doveva trovare qualche episodio da moviola che non c’era su Sampdoria-Juve ed ecco emergere una presunta congiura dei cartellini a favore della Juventus, naturalmente. Venivano mostrati due episodi per provare che c’erano due pesi e due misure nella distribuzione delle ammonizioni da parte dell’arbitro Rizzoli. Prima veniva mostrato un intervento di Sissoko su Cassano su cui Paolo Paganini annunciava con rammarico che non c’era stata l’ammonizione (io ci aggiungo che Rizzoli non ha nemmeno fischiato fallo). Poi veniva mostrato un fallo di Lucchini su Nedved lanciato in contropiede sul quale l’arbitro aveva ammonito il doriano. Paganini, spalleggiato dal tifoso Mazzola, sosteneva che l’intervento di Sissoko era più grave di quello di Lucchini e che quindi l’arbitro aveva applicato appunto due pesi e due misure.
Partiamo col dire che i due “esperti” della RAI forse non conoscono il regolamento (o più probabilmente contano sul fatto che non lo conoscano gli spettatori) ma in realtà hanno confrontato patate con carote, visto che un fallo tattico come quello di Lucchini, da regolamento, richiede comunque l’ammonizione, indipendentemente dalla sua gravità o pericolosità mentre un fallo a centrocampo senza che l’avversario stia sviluppando un’azione va punito solo se specificatamente grave o pericoloso. Ciò premesso, io considero risibile la valutazione sui due episodi, ma siccome sono tifoso e quindi poco obiettivo il mio parere non vale nulla. Posso però ricordare che: i commentatori di Sky (tra cui il vecchio cuore granata Marchegiani) hanno entrambi dato ragione all’arbitro nei due episodi e persino la Gazzetta dello Sport, non certo un quotidiano filo-juventino, confermava la giustezza della valutazione arbitrale dell’ammonizione a Lucchini e non citava neppure l’altro episodio nella rubrica dedicata ai casi da moviola. Insomma la RAI pare piuttosto isolata nella sua valutazione.
Alla fine pare proprio che siamo tornati ai bei tempi della sudditanza psicologica. Vorrei che fosse perché la Juve fa di nuovo paura. Temo sia solo perché ormai la convinzione che il pubblico si beve proprio tutto è ormai certezza per tutte le nostre fonti di informazione, in qualunque ambito.

30 Settembre 2008

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